Quindici anni fa lessi una delle mie citazioni pokeristiche preferite. Purtroppo non sono mai riuscito a ritrovarla, ma diceva qualcosa del tipo: “Il poker è un gioco dove si perde spesso. Se non sai perdere, non sai giocare.”
Da quel giorno ho capito che le sconfitte sono una parte imprescindibile del poker, e non è possibile giocare senza tollerarle. È come amare il ping pong ma odiare le racchette, amare la Formula 1, ma detestare il fatto che le auto partano in fila invece che tutte in parallelo.
Non ha senso.
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Vincere sempre? Non è il massimo…
Nel corso della mia carriera, interagendo con tantissimi player di tutti i livelli, non sono mai mancati quelli che non tollerano l’idea di perdere.
A volte questo si traduce in un crollo momentaneo del mindset (tilt), altre in complottismi, quando si è decisamente overconfident nelle proprie capacità, e altre ancora in un meccanismo psicologico che porta a perdere perché vuole vincere sempre.
L’ispirazione per questo articolo mi è venuta leggendo una storia raccontata da Jason Su su poker.org: quella di una giocatrice capace di chiudere in profitto il 90% delle sue sessioni, al punto da vantarsi di uno streak di 18 sessioni vincenti consecutive.
A prima vista sembra un risultato invidiabile, ma è solo una bella copertina per un grande problema.
Questa giocatrice era così ossessionata dal vincere, o forse così terrorizzata dalle perdite, che poteva giocare per decine di ore pur di trasformare un bilancio rosso in positivo. E altre volte si ritirava da una partita profittevole pur di uscirne vincitrice, o si chiudeva a riccio e snaturava il suo gioco per non perdere i profitti.
La tossicità di questo comportamento è evidente, finanziariamente prima e psicologicamente poi. Ma non sono uno psicologo, parliamo solo di poker.
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Il problema di chi non tollera di perdere
Una persona che vince sempre è un bel pensiero, ma per realizzarlo alla fine starai vincendo decisamente molto meno in totale.
Immagina un tavolo pieno di fish che vanno all-in con qualsiasi mano: se eviti di chiamare per paura di perdere, il tuo valore atteso crolla.
O pensa di giocare da 30 ore perché non vuoi andartene finché non hai recuperato le tue perdite. Starai giocando sicuramente peggio di quanto potresti dopo una bella notte di riposo.
Tante sessioni poco vincenti di solito valgono meno di poche sessioni molto vincenti, che sono la normalità di qualunque poker player. Cercare di vincere sempre distrugge questa distribuzione.
Accettare la sconfitta è una skill
L’unico prezzo da pagare è imparare a interiorizzare la sconfitta, un’operazione tutt’altro che semplice: la nostra mente, per natura, la rifiuta in automatico.
Vogliamo vincere, quindi ci impuntiamo a recuperare le perdite (in situazioni da evitare) o proteggere i guadagni (rinunciando a grandi opportunità).
E il comportamento della signora in questione potrà sembrarti sciocco sulla carta, ma ti posso assicurare che in un modo o nell’altro tutti ne siamo, o siamo stati, vittime.
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Strumenti pratici: un inizio
Come fare? Il primo passo è capire tutto questo a livello logico, e poi fare esperienza, anestetizzandoci dalla paura di perdere. Prima o poi diventerà semplice routine.
Un buon bankroll solido aiuta a sopportare meglio le perdite, e dedicare attenzione al proprio mindset è altrettanto importante.
Se pensi di avere questa inclinazione negativa, un aiuto veloce è impostare una sveglia ricorrente sul proprio smartphone. Quando suona, per esempio ogni ora, chiediti se la partita è vantaggiosa e se stai giocando il tuo A-Game. Così potrai staccare se necessario,o capire che è +EV proseguire, anche se c’è il rischio di perdere.
Perché l’importante nel poker è solo questo: giocare il meglio possibile nelle situazioni più vantaggiose. Perdere o vincere non importa, perché se il setting è giusto alla lunga vincerai.
Per i torneisti purtroppo è più difficile, “costretti” a giocare finché hanno una chip davanti, in una disciplina che in particolare colleziona più giorni di sconfitta che giorni di vincita.
Focalizzati sul fare sempre la scelta giusta, e ricordati a ogni fine sessione che perdere è parte naturale di questo processo.
Il tempo porterà esperienza, e l’esperienza ti farà interiorizzare tutto.
Hai qualche consiglio per la community su come anestetizzarsi dalla paura di perdere? Dicceli qui!






