Secondo Negreanu non c’è margine di guadagno agli High Roller, ma Adrian Mateos che ne ha fatto una professione, smentisce.
Abbiamo capito che l’elite è diventata decisamente più forte negli ultimi anni, come ha spiegato Fedor Holz, ma che vincere agli High Roller sia impossibile sembra strano! Ecco cosa dicono i due grandi campioni:
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Negreanu: “Non si vince più agli high stakes”
Un anno e mezzo fa, Daniel Negreanu aveva spiegato alla sua community che pochissime persone del mondo high stakes facessero veramente profit.Â
Daniel ha argomentato dicendo che per giocare tutti i tornei enormi in circolazione, ci fosse bisogno di spendere almeno una decina di milioni di dollari in buy-in, numero irraggiungibile per la maggior parte dei giocatori.
Hai bisogno di incassare almeno $12 milioni o più all’anno per fare profitto, se giochi tutte le Triton, le WSOP e gli altri High Roller. E nel 2024 solo tre giocatori hanno fatto $12 milioni.
Caso vuole che una di queste persone fosse proprio Adrian Mateos, top winner dell’anno, seguito da Patrik Antonius e Alejandro Lococo. È stato proprio lo spagnolo a replicare in un’intervista a Winamax, poi ripresa da Poker.org.
Mateos: “Non conosce il field”
Come molti di voi sapranno, Mateos è decisamente uno dei giocatori che conoscono meglio la scena High Roller, e questo anche DNegs glielo riconosce.
E qui c’è proprio il punto: secondo Adrian, Daniel non sarebbe la persona più appropriata a questo discorso, perché non ha abbastanza informazioni.
Non viaggia fuori dagli Stati Uniti, non conosce i numeri o come funziona il circuito.
I commenti di Negreanu arrivano da un punto di vista dove non conosce davvero le cose. Negreanu è ovviamente il più famoso poker ambassador, il più importante, e possibilmente colui che ha fatto più di chiunque per questo gioco.Â
È una leggenda del poker, ma su queste dichiarazioni semplicemente si sbaglia.Â
Mateos spiega che i numeri di Daniel siano un’eccezione e non la media, e che per le sue stime siano solo un paio quelli che spendono più di 10 milioni all’anno in buy-in.
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La cima della piramide
E poi risponde all’idea di Negreanu che ritiene i tornei low-mid buy-in più vantaggiosi e profittevoli.
Il poker è un gioco a forma di piramide, soprattutto agli High Stakes, dove la maggior parte dei soldi va verso la cima.
Ecco perché il mio obiettivo è sempre stato arrivare più in alto possibile a questa piramide; perché è dove c’è la maggior parte dei soldi.
Il poker è molto esponenziale. Se sei nell’elite, i profitti sono molto più alti che per la media dei regular.
I top hanno ROI fino al 30%
A proposito di questo, Mateos è stato anche il primo a seguire il trend di Stephen Chidwick, dichiarando le cifre reali incassate in carriera.
E in questa intervista aggiunge un tassello al pensiero riguardante il pro inglese.
Riguardo a Chidwick, penso sia una discussione abbastanza interessante, ed è stato un bene che sia stato onesto sui numeri. Penso che le cifre siano accurate.
Tra poker player, quando viaggiamo per i più grandi tornei e competiamo ai più alti livelli, il ROI varia a seconda del giocatore. Non ci sono molti giocatori con ROI superiori al 5%, ma penso che l’elite possa raggiungere ROI di 20%-30%.Â






