A tutti è capitato di vedere una giocata… poco ortodossa e criticarla immediatamente senza dubbi: la conosco, so che non si fa, allora è sbagliata.Â
Secondo Eugene Katchalov, rivivendo un po’ l’evoluzione del gioco negli anni e ricordando le innovazioni del collega e amico Nick Schulman, questo modo di pensare potrebbe interdire la tua capacità di brillare come stella del poker.
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Da donk-bet a… pro-bet?
Il segreto, a detta dell’ucraino, è la capacità di innovare, di essere un visionario. Come Pablo Picasso – dice proprio Eugene – che faceva dipinti completamente fuori dagli schemi e lasciava gran parte del pubblico confusa, stranita.
Ma ciò che sembra strano all’inizio, poi vive questo ciclo: viene accettato, compreso e infine imitato. Esattamente come l’arte di Picasso… e la donk-bet.
Se l’azione di puntare da non aggressore e fuori posizione ha assunto questo nome, “puntata del donk“, è perché ai tempi era peculiarità dei giocatori scadenti. Ma Nick Schulman è stato capace di andare oltre alle etichette.
“Una ventina di anni fa stavo giocando il mio olito cash game in un club underground di New York. Il mio amico Nick Schulman era in una mano, fuori posizione contro un preflop raiser. Non ricordo i dettagli esatti della mano, ma non dimenticherò mai il momento in cui Nick, che aveva solo chiamato, è uscito con una big bet dritta contro il suo avversario aggressivo.Â
Oggigiorno la donk-bet non è denigrata come all’epoca, e quel giorno compresi il perché. Nick aveva letto l’avversario, e la sua bet OOP era disegnata apposta per far finire tutte le chips nel mezzo. Una cosa che non avrebbe ottenuto se fosse andato di check-raise, ma che ha orchestrato con successo grazie alla sua giocata non ortodossa.”
Uscire dagli schemi per essere i migliori
Ovviamente esistono mosse che sono matematicamente da evitare, ma per tutto il resto… è meglio prendersi un attimo prima di puntare il dito.
La prossima volta che sui social stai per commentare il plateale errore di un giocatore, prova prima a perdere tutti i tuoi preconcetti e cercare il lato positivo di quella giocata. Poi rievoca la visione d’insieme e decidi se e quanto fosse davvero un errore.
Fino a non troppi anni fa, mani come A5s e K6s uscivano velocemente dal range di un giocatore TAG, oggi sono osannate dal solver.
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“Io e Nick parlavamo e lavoravamo costantemente sulla strategia. Una parte del processo era capire la saggezza comune e perché lo fosse. L’altra parte era mettere alla prova questa conoscenza, distruggerla e trovare un sentiero profittevole che nessuno avesse battuto.”
Andare controcorrente può spesso portare a prospettive totalmente nuove; infatti, direi che è assolutamente cruciale se vuoi essere uno dei migliori giocatori di poker.
Se riguardiamo agli ultimi 20 anni, i giocatori che sono riusciti a sfondare e a raggiungere un enorme successo, hanno sempre fatto qualcosa di “strano”. Phil Ivey, Daniel Negreanu, Tom Dwan, Viktor Blom, Dan Cates…
Per arrivare al livello di questi grandi campioni, probabilmente dobbiamo imparare a uscire dagli schemi comuni e avere il coraggio di navigare in direzione opposta. Sempre, ovviamente, con una strategia chiara in mente.






