Potrà non avere la stessa risonanza di tanti suoi colleghi, ma Andrew Moreno è un rispettato professional poker player americano, regular di eventi come WPT, WSOP e PokerGO, da quasi 5 milioni su Hendon Mob.
In un articolo redatto per poker.org, Moreno sottolinea un punto strategico per i giocatori di poker a torneo che in live è forse troppo spesso sottovalutato.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
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| Rakeback giornaliera dal 45% |
Nel poker live la gente tende a sbagliare guardando solo lo stile di gioco di un avversario, per costruire una strategia. Il consiglio di Andrew è di tenere in considerazione anche la posizione e lo stack del giocatore, prima di prendere una decisione.
Ci si focalizza troppo su ricreativo/professionista, aggressivo/passivo, e ci si dimentica che le frequenze di bluff saranno maggiori da parte dei big stack, sia preflop che post-flop, e saranno inferiori dai giocatori short.
Gli short hanno meno incentivi a bluffare
Lo studio del poker del 2025 ci ha abituati a ragionare su stack simmetrici, dove tutti hanno la stessa cifra davanti, ma nel mondo reale capiterà più comunemente di trovarsi 30bb contro 70bb, o 100bb contro 14bb.
Sono gli spot che affronterai più probabilmente, e quelli più impegnativi da studiare.
Il primo consiglio di Andrew Moreno è proprio ricordare che gli short stack hanno meno incentivi a provare un bluff durante i late stage di un torneo, e viceversa.
Un esempio per capire
Già ITM, Hero apre 2bb da CO con 20bb dietro. Il BTN è un pro con 45bb e ti 3-betta 4,5bb in posizione. È una size che può mettere a rischio lo stack di Hero, che dovrà shovare spesso se decidesse di continuare, perché lo Stack To Pot Ratio si abbasserà molto.
Insomma, con questo raise, all’improvviso il BTN ti ha obbligato a ragionare sul fatto che stai giocando per la tua tournament life. Tutto questo con una 3-bet del 10% del suo stack. Questo è il potere di avere uno stack del genere, che non è nemmeno necessariamente grande, ma molto più grande del tuo.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| fino a 1.000 € | ||
| Rakeback giornaliera dal 45% |
Ecco un caso in cui qualcuno può aumentare la sua frequenza di bluff. Se non funzionasse, il pro che ti ha 3-bettato con una mano scarsa perderà un po’ di chips ma non comprometterà di certo il suo torneo.
In altre parole? Lui rischia pochissimo ma riesce a metterti in profonda crisi. Tu, da giocatore cutoff, devi capire che questa leva è presente, e che potresti dover affrontare più aggressività .
Viceversa…
A parti inverse, cioè Hero cutoff con 45bb e BTN con 20bb, con la stessa action l’avversario ha investito quasi il 25% del suo totale per questa 3-bet, mentre tu dovresti rischiare ancora il 5% in più del tuo stack per proseguire.
Missare questo flop e foldare, costa cinque volte di più al BTN che al CO, e pesa molto di più nella continuazione del torneo.
Per questo motivo, quando il player IP è short, ha meno incentivi nel fare 3-bet light contro di te, ed è un fattore importantissimo da considerare a priori, quando decidiamo se rilanciare o no.






