Bryn Kenney fatica a crederci: opponent si auto-elimina al suo cospetto

Nov 30, 2023

bryn kenney poker biografia scandali

L’ultima edizione del Super High Roller Bowl non ha sorriso particolarmente a Bryn Kenney. Il campionissimo americano è stato infatti eliminato al sesto posto, mancando per un palio di scalini il suo ennesimo ITM in questo evento. Il tutto nonostante una mano come quella che stiamo per analizzare, in cui si è visto letteralmente lanciare le chips in testa.

Il protagonista dall’altra parte del tavolo è stato Paul Jager, sicuramente non l’ultimo arrivato. Eppure quest’ultimo si rende protagonista di una giocata terribile, e non lo scriviamo facendo la valutazione a carte scoperte. Per essere un po’ più precisi ci affidiamo prima allo svolgimento neutro del colpo, prima di giungere come di consueto alle nostre conclusioni.

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Lo svolgimento della mano

Situazione – torneo MTT livelli 5.000/10.000 big blind ante 10.000

Preflop – Paul Jager rilancia da 25.000 con 76 da cutoff. Di contro Bryn Kenney spilla 33 da bottone e 3-betta a 65.000, ricevendo il call dell’avversario. Il pot sale a quota 155.000 chips.

Flop 1032 – Jager tenta la carta del check-raise, rilanciando a 110.000 sulla c-bet a 35.000 di Kenney. Il pot sale a quota 375.000 chips.

Turn K – Stavolta Paul pigia il piede sul freno e checka, con Kenney che checka dietro.

River 6 – Jager cambia ancora una volta marcia e shova per 204.000 chips complessive. Kenney snap-calla e vince il colpo.

 

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Bryn Kenney con il pilota automatico

Sosteniamo senza troppo timore di essere smentiti che Paul Jager abbia giocato attuando un piano, ma senza tenere d’occhio ciò che gli accadeva intorno. Il suo obiettivo, soprattuto dopo il flop, è stato quello di far foldare un draw o comunque una broadway, senza però valutare la condotta del suo avversario.

Di contro la sua condotta è da codice rosso, soprattutto quando il suo piano di forzare il fold di Bryn Kenney subisce una netta involuzione con il check al turn: sperava in un’altra barrel del rivale per shovare? Non lo sapremo mai. Il push al river è la ciliegina sulla torta: il piano non è più credibile, a maggior ragione contro un set di Tre. Ma questo, il povero Paul, non poteva saperlo.

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