Charlie Carrel la spara grossa: il poker genera davvero dopamina?

da | Ott 21, 2021

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Il gioco del poker ha attraversato diverse fasi, in cui non tutti hanno centrato l’obiettivo e soprattutto la necessità di fare ricorso a skill per avere un ritorno sul medio-lungo periodo. Nel frattempo però emergono nuove riflessioni su quelle che sono le conseguenze che il gioco lascia nel corpo e nella mente dei suoi interpreti, da quelli più celebri a quelli che lo vivono come un hobby.

Un caso che possiamo approfondire in maniera più ampia è quello che vede come protagonista Charlie Carrel. Abbiamo spesso dato spazio al giocatore inglese, il quale in questi giorni sta mettendo in atto la sua Bankroll Challenge. Attraverso una serie di dirette sul suo canale Twitch, il britannico ha emulato Doug Polk in una sfida in cui ha raggiunto la quota di 10mila dollari partendo da appena 50.

 

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In queste ore, però, Carrel ha parlato di un tema che all’apparenza non c’entra nulla con il poker: stiamo parlando della dopamina.

Charlie Carrel e la dopamina

La dopamina è per definizione un importante neurotrasmettitore della famiglia delle catecolamine, con una funzione di controllo su: il movimento, la cosiddetta memoria di lavoro, la sensazione di piacere, la ricompensa. Secondo Charlie, questa si ripresenta in maniera importante nei giocatori di poker in tanti aspetti delle loro vite:

Il poker porta a un grande rilascio di dopamina. Il nostro cervello la riceve quando si vince un piatto, quando la gente vede quanto soldi abbiamo, quando guadagniamo nuovi followers sui social

 

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Al tempo stesso, però, il giocatore britannico ha denunciato il fatto che il rilascio di dopamina potrebbe portare degli effetti tutt’altro che benefici:

La dopamina è una droga infernale, penso che sia un altro tipo di dipendenza di cui una larga parte di giocatori di poker non sanno di essere affetti

 

E tu cosa ne pensi? Solo effetti positivi o solo effetti positivi? E soprattutto i giocatori di poker sanno gestire al meglio questa situazione?


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