I solver non prevedono quasi mai i flat call nelle mani in cui devi parlare dopo un raise e una tribet.
La ragione sta nella potenziale riapertura dell’original raiser, che può andare ancora sopra. Fatto assolutamente odiato dai solver.
Ciononostante, per il giocatore che ha rilanciato ricevendo poi un flat call e uno squeeze, i Solver prevedono un range di flat call.
Sulle colonne di PokerStrategy l’autore di libri di poker Barry Carter si è chiesto i motivi di queste differenze di approccio pervenendo a risultati di assoluto interesse.
Lo spot
Nella immagine in alto sotto al titolo vedete lo spot preso ad esempio dal britannico.
Sulla apertura a 2,3bb del giocatore su UTG1, flattata da bottone, small blind tribetta in squeeze a 9,1bb.
Secondo i solver, questa è la risposta di UTG1.
Come si vede dalla chart, la maggior parte del range è composto da fold (colore azzurro) mentre per il resto c’è un mix bilanciato di call (colore azzurro) e shove (rosso).
Potete notare come le mani che decidono di chiamare rispondono agli stessi criteri dei call nei multiway pots, ovvero mani che hanno il nuts nel loro potenziale, come broadway suited e coppie medie.
Anche la coppia di assi è da giocare in call come trappola. Ciò p dovuto al fatto che siccome lo stack-to-pot-ratio è basso non siamo preoccupati di mettere tutte le chips al centro del tavolo nel postflop contro due avversari.
La risposta di bottone
Quando UTG1 chiama, questa è la risposta di bottone.
Anche bottone folda la maggior parte del suo range, ma quando continua, a differenza di utg1, lo fa principalmente in call.
Una delle ragioni per cui vediamo più call qui dipende dal fatto che UTG1 ha protetto il suo calling range flattando AA. L’altra ragione per cui vediamo più call da bottone è perché in questo caso bottone chiude l’azione.
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Perché UTG 1 chiama contento?
A differenza dello scenario in cui hero deve chiamare dopo un raise e una tribet, in questo caso UTG1 è contento di chiamare.
Ciò dipende dal fatto che nello scenario relativo al raise e alla tribet, la parola torna poi a original raiser, che ha un range non cappato, ovvero può avere mani forti a iniziare da A-A e K-K.
Nei casi dei piatti squeezati, invece, original raiser è molto più contento di chiamare perché il range del giocatore che deve parlare subito dopo, ovvero bottone nella mano presa a esempio, è cappato, ovvero non può contenere monster.
Dopo il call di original raiser bottone non vuole rilanciare perché sa che sta affrontando due range non cappati. Abbiamo già chiarito che il range di UTG1 non è cappato perché nel suo range di flat ha anche AA. D’altro canto anche small blind ha un range non cappato perché può aver squeezato con tante mani forti. Come risultato di questa situazione, bottone deve chiamare con la maggior parte del range con cui resta nella mano, e visto che UTG1 lo sa per lui è più facile chiamare lo squeeze.
Carter chiude il suo contributo sottolineando l’importanza di sapere chi ha un range cappato e chi invece un range non cappato in ogni momento della mano.








