Come analizzare una mano di poker: la guida step-by-step

Mar 5, 2021

Come analizzare una mano di poker guida step-by-step

Come analizzare una mano di poker? Sicuramente vi sarete ritrovati a rivedere post sessione le mani più dubbie, quelle dove non siete convinti di aver fatto la mossa migliore. Se avete avuto difficoltà, ecco la nostra guida step-by-step alla hand review!

 

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1) Salva e seleziona le mani

La prima cosa da fare è avere un metodo per salvare l’history delle mani giocate.

Il sistema che raccomandiamo caldamente è procurarsi un software di analisi come Holdem Manager o Poker Tracker, ma se per qualche motivo ancora non ti sei deciso a scaricartelo, oppure vuoi analizzare una mano giocata in live, scriviti l’action e le riflessioni della tua mano tra gli appunti.

Seleziona attentamente le mani da rivedere: seguendo i consigli di Stefano Rizzo lasciate stare le bat beat, i cooler, le mani che pensate che avreste giocato diversamente solo perché le avete perse (K-K < A-A “Oh ma dovevo capire che poteva avere solo A-A”)

Non focalizzatevi nemmeno troppo sulla grandezza del pot: non sistemare qualche errore che vi costa pochi bb, a lungo termine diventerà dispendioso.

Pensate esclusivamente alle mani dove non vi siete sentiti sicuri di una determinata action.

 

2) Calcola i range e l’equity

Ora concentratevi sull’avversario della mano: qual è il suo range? Come si evolve nelle varie street durante la mano?

Aiutatevi con le statistiche dell’HUD se ce le avete per identificare un possibile range di partenza, e studia come si modifica quel range anche in base alle tendenze post flop di quella persona.

 

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Una volta stabilito il range, calcolate la vostra equity su ogni street. Nel caso incontriate spesso questo avversario e pensate che possa essere utile contro di lui, analizzate anche il vostro range e stabilite con quale parte di questo range farete ogni determinata action.

Lo scopo di quest’ultimo punto è essere bilanciati, e imparare nelle varie situazioni quali sono le migliori mani da value bettare, bluffare, checkare o foldare. Inoltre può farvi notare qualche errore di costruzione nel range preflop da quella determinata posizione.

Un buon consiglio per un’analisi più approfondita, è di prendere in considerazione diversi possibili range, quello stimato, uno più solido e uno più loose.

 

3) Pot Odds, Expected Value, alternative

Ora che conosciamo l’equity, il nostro avversario e l’action della mano, possiamo valutare le pot odds di ogni puntata della mano.

Quando l’avversario punterà contro di noi, vediamo se le pot odds ci consentono di proseguire nella mano, o per un’analisi più approfondita, quale parte del nostro range dovrebbe proseguire.

Quando studieremo le nostre bet invece, calcoliamo le pot odds che offriamo all’avversario, la nostra fold equity, e di conseguenza anche l’EV della nostra giocata.

Studiamo le varie possibilità: Se avessimo puntato una size diversa? Se avessimo fatto una move diversa? Il nostro avversario come avrebbe reagito? 

Calcoliamo il valore atteso di diverse giocate, sempre ricordando di pensare a come si evolve in maniera differente il range del nostro avversario.

Ad esempio, al river abbiamo fatto bene a checkare behind o si poteva piazzare una thin value bet con il rischio di dover foldare contro il raise avversario?

Valutiamo il suo range di check OOP al river, guardiamo quante mani potrebbero rilanciare (per value e bluff) in base a chi ci sta davanti, quanto perderemo long term con il fold e quanto guadagneremo long term con il call o semplicemente con il check behind.

A questo punto, in teoria, avremo una risposta matematica a tutte le domande che ci siamo fatti, che indipendentemente dall’esito finale della mano ci darà un profitto nel lungo termine.

Ma soprattutto avremo memorizzato i ragionamenti fatti, che ci verranno più veloci e spontanei in game, migliorando il nostro gioco overall da quel momento in poi.

Non basta una mano analizzata per diventare i nuovi Fedor Holz, ma fatelo ogni giorno e vedrete i risultati!

 


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