Come cambia il valore atteso della tua mano quando al tavolo c’è un giocatore disconnesso?

da | Set 9, 2026

Un interessante contributo dell’autore di libri di poker Barry Carter sull’EV delle mani.

Tutto è nato da una domanda teorica che il britannico si è visto rivolgere da un noto professionista di poker.

Se il cutoff è disconnesso e mi arriva la parola in unopened da bottone, l’EV delle coppie basse aumenta?

Attenzione: la casistica è diversa da quella in cui c’è un avversario in sitout a sinistra.

 

La logica

Carter spiega la logica della domanda rivoltagli dal noto poker pro.

Il suo ragionamento è che se cutoff fosse attivo e avesse foldato, la sua mano sarebbe più sbilanciata verso carte basse, visto che queste sono le mani che le persone non giocano volontariamente. Se quindi cutoff fosse disconnesso e foldasse tutte le mani in sitout, allora ci sarebbero più possibilità che le carte di cui abbiamo bisogno per settare siano disponibili. Ovviamente in teoria cutoff potrebbe anche benissimo foldare AA come farebbe con 7-2o.

L’autore scrive di approvare la logica del ragionamento. A suo dire, è un po’ la stessa di quando ti arriva la parola mentre sei sui blinds e hai una possibilità leggermente più alta del solito di ricevere una carta alta, visto che i giocatori che hanno parlato immediatamente prima probabilmente avrebbero aperto una combo contenente una carta alta.

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Valore che cambia

Carter si è poi messo a ‘spippolare’ sui Solver per risolvere la questione. In primo luogo, l’autore mostra l’EV di una coppia di cinque in una partita cash game con 100bb di stack quando la parola arriva a bottone dopo i fold degli altri avversari.

ev coppia cinque fulltable

Dopo aver impostato il 100% di fold da parte di cutoff, Carter posta l’EV della combo nello stesso identico scenario.

Come si vede, l’EV della mano aumenta. Ho controllato l’EV di tutte le coppie basse e c’era sempre un incremento. Di fatto l’EV di ogni singola mano del range è risultato superiore rispetto all’ipotesi in cui cutoff avesse foldato la parte bassa del suo range. Anche gli Assi, ad esempio, risultano più redditizi. Nell’esempio in cui il range di cutoff è 100% fold si registra inoltre un lievissimo aumento della frequenza di apertura complessiva.

 

La verifica alternativa

Carter ha testato la correttezza delle sue conclusioni anche con un altro metodo.

Ho esaminato soluzioni personalizzate per partite cash No-Limit Hold’em, confrontando l’EV di ogni mano dal Bottone nelle situazioni in cui l’azione arriva a lui dopo i fold degli altri, tra un tavolo 6-max e uno full-ring. In questo caso l’aumento dell’EV è risultato maggiore nella partita 6-max. Del resto nei tavoli da 6 ci sono tre giocatori in meno a influenzare la composizione dei range: il fold di sei giocatori che agiscono prima di te ha un impatto maggiore sui range residui, rispetto al fold precedente di tre soli giocatori.

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Il paradosso di Schroedinger

Secondo Carter, lo scenario esaminato è paragonabile al paradosso del gatto di Schrodinger.

Più giocatori hanno foldato volontariamente, più informazioni possiamo dedurre su quali carte abbiano maggiori possibilità di trovarsi ancora nel mazzo. Viceversa, meno giocatori hanno foldato volontariamente – sia perché il numero di posti al tavolo è più ristretto, sia perché alcuni sono disconnessi – maggiore è la possibilità che qualsiasi carta sia ancora disponibile.

 

 

Credi che questa breve lezione di Carter possa avere apprezzabili effetti pratici, o presenti soprattutto il rischio che qualcuno inizi a sopravvalutare le coppiette?  Diccelo su Facebook e/o Instagram!

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