Daniel Holzner da manuale: come gestire uno scoppio in un Final Table

Ago 3, 2023

daniel holzner main event wsop 2023

Il Final Table del Main Event delle World Series of Poker è con ogni probabilità il posto in cui ogni giocatore vorrebbe trovarsi, almeno una volta nella vita. Si tratta di un privilegio che solo pochi eletti possono ottenere. Ci sono nove sedie ogni anno, ma arrivarci è davvero difficile. E nell’edizione conclusa poco meno di un mese fa, tra quegli eletti c’era anche il nostro Daniel Holzner.

Un giocatore che ha disputato un torneo in sordina fino alle fasi decisive, in cui ha sfoderato concentrazione, intelligenza e solidità mentale. Soprattutto quando, in avvio di Final Table, si è ritrovato a gestire una situazione scomoda. Farsi scoppiare gli Assi non è mai piacevole, sia che si giochi al circoletto sia che ci si trovi a Las Vegas. Ma vediamo come Holzi ha gestito la situazione.

 

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Daniel Holzner, mentalità solidissima  

Situazione: final table livelli 600.000/1.200.000 big blind ante 1.200.000

Preflop: Holzner da early position spilla A♣A e rilancia a 2,4 milioni. Da small blind Jachtmann gioca con 10♣10 limitandosi al call. Il pot sale a quota 7,2 milioni.

Flop: 10♠8♠4♣ – Jachtmann opta per il check-call sulla c-bet del player italiano a 1,8 milioni. Il pot sale ora a quota 10,8 milioni.

Turn: 7 – questa volta assistiamo a un check behind di Holzner dopo la “bussata” del suo avversario sullo small blind.

River: 7 – Jachtmann decide di rompere gli indugi e mette 9 milioni al centro. Daniel ci pensa su, conta il suo stack e dopo un paio di minuti si limita al call.

 

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Daniel Holzner ha dimostrato una volta e per tutte come ha fatto a giocare un Main Event WSOP tale da farlo arrivare fino al Final Table. Grande solidità, ottima gestione dello stack e del mindset. Tantissimi altri giocatori avrebbero potuto barrellare anche al turn per poi andare al resti al river. In questo caso la conoscenza dell’avversario, la posizione da cui ha completato e la size della bet al river hanno fatto la differenza.

Da parte di Jachtmann davvero poco da obiettare, a partire dal call preflop con cui ha deciso di non giocarsi tutto ai resti. Forse qualcosina da obiettare sulla size al river: troppo alta per una value, troppo “piccola” per una overbet tale da indurre l’italiano a shovare.


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