Oggi vogliamo parlare del deal 3 left che all’IPO Sanremo ha consegnato i 250 mila euro di prima moneta ad Alessio Albore.
Senza particolari timori di smentita lo possiamo definire come uno dei più brutti cui mai abbiamo assistito, per non dire proprio uno dei più brutti di tutta la storia del poker: ecco perché.
Un atteggiamento troppo scary
L’accordo tra gli ultimi tre sopravvissuti dell’IPO Sanremo è arrivato subito dopo l’eliminazione di Giancarlo Del Barone in quarta posizione. La mano che ha portato il torneo a tre left è un po’ la cartina al tornasole di quanto sarebbe successo dopo qualche minuto.
Su blinds 400k/800k con bb ante Giancarlo ha openpushato per 6.7M da utg/co K♣7♣.
Il francese Hervè da bottone ha foldato A♠9♥, su small blind Francesco De Rose ha spillato Q♠Q♦ limitandosi al call con uno stack iniziale di meno di 18 milioni di chips.
Il mega-chipleader Alessio Albore si è svegliato con A♥K♠ da big blind e ha repushato: si potrebbe pensare a un De Rose gongolante pronto a snappare dopo aver ‘trappato’ il chipleader con il suo top range, invece il player ha messo sotto le sue dame senza neanche pensarci più di tanto!
Il suo atteggiamento, come del resto quello del francese Hervé, sarebbe emerso pochi attimi dopo. Il board 9




Torneo finito a 3 left
Al termine della mano, dopo l’incredibile fold con coppia di donne di De Rose, la situazione degli stack era infatti palesemente sbilanciata:
Da payout al vincitore spettavano 250.000€ contro i 170.000€ del secondo classificato e i 115.000€ del terzo. Hervé Gouzil e Francesco De Rose hanno deciso di consegnare la prima moneta integrale al vincitore e rispalmare tra loro i premi delle due posizioni più basse del podio.
In questa maniera sono tornati a casa con 142.500€ a testa: quasi 30.000€ in più del terzo posto da payout, quasi 30.000€ in meno del secondo.
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Albore ringrazia per il regalo
Stabilendo nel deal di consegnare ad Albore la vittoria, Gouzil e De Rose gli hanno fatto un bel regalo. Al di là del trofeo, infatti, nonostante all’inizio del 3 left Albore avesse più dell’86% delle chips in gioco, con una divisione per ICM avrebbe preso decisamente meno.
Secondo la matematica dello Independent Chip Model, al vincitore dovevano spettare 238.543€ e gli altri due giocatori avrebbero preso un bottino più alto di quello incassato grazie all’accordo.
Ecco il valore degli stack per ICM nel momento in cui è stato raggiunto il deal:
| Stack | Chip% | ICM$ | ICM% |
|---|---|---|---|
| 133 | 86.36% | 238543.37 | 44.59% |
| 11 | 7.14% | 149796.63 | 28.00% |
| 10 | 6.49% | 146660.01 | 27.41% |
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Nel poker tutto quello che non è impossibile può realizzarsi
Alla luce di ciò, quello siglato da De Rose ed Hervé è a tutti gli effetti una resa più che un accordo. I due hanno alzato bandiera bianca anzitempo.
In modo implicito hanno riconosciuto che per loro sarebbe stato impossibile vincere, ma nel poker non c’è niente di più sbagliato: sappiamo tutti quante volte un misero ed unico buio di stack è stato sufficiente per arrivare alla vittoria finale… Qualcuno ha detto Bendinelli? 🙂
Ad ogni modo, vista la situazione condivisa di short stack quasi appaiati e la $EV regalata ad Albore con questo deal, per entrambi ci sarebbero stati modi per arrivare alla fine del torneo con un valore atteso di gran lunga maggiore, a iniziare ovviamente dal ripartire il montepremi rimanente per ICM.
I motivi che possono aver portato i due a immaginare e poi sottoscrivere un simile “accordo capestro” possono essere tanti, dalla stanchezza delle ore notturne dopo tante giornate ai tavoli verdi al timore reverenziale nei confronti di un palcoscenico importante come quello dell’IPO.
Ma se anche doveste trovarvi in situazioni estreme, ricordate sempre di non sottoscrivere accordi che fanno regali macroscopici agli avversari, ancora meno quando questi non ne hanno assolutamente bisogno.
Fermo restando che coi propri soldi ciascuno è libero di fare quel che preferisce.







