Come decidere quali mani puntare? Un esempio di overbet al turn

Ott 5, 2022

Come decidere quali mani puntare? Un esempio di overbet al turn principianti poker

Dopo aver visto come scegliere la size di continuation bet al turn, il coach Simon di BluffTheSpot continua l’analisi dello spot spiegando come decidere quali mani puntare e quali limitare al check. 

È un discorso molto importante, perché assieme alla size costituisce la creazione di un gioco equilibrato difficile da affrontare.

 

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Per semplicità guardiamo uno spot su K♠1062♣, range-betting al flop e al turn lockiamo il solver per un’overbet. Dobbiamo identificare quali parti del range vogliono puntare, e poi identificare le soglie di valore.

A me piace usare il Range Explorer di PioSolver, aggiungiamo mano a mano le mani dalla più forte alla peggiore. I nostri set puntano praticamente sempre, ha molto senso, le two pair puntano sempre, overpair sempre, e arriviamo alle top pair.

Cominciamo a vedere che la soglia di valore è attorno a K-9, è un po’ sul lato merged ed è la base da cui cominciamo a valuebettare. Quindi valuebetteremo da medium-strong top pair in su, in particolare su un turn brick (che non sposta gli equilibri del board, una scartina).

Vediamo che pocket pair sotto la top, 2nd pair, 3rd pair non vogliono puntare quasi mai. Vogliono andare allo showdown, e se puntiamo riceveremmo call solo da mani migliori e probabilmente fold da peggio. Meglio checkare, in particolare con un’overbet o una bet grossa tipo 75%.

Per la porzione di bluff infine, punteremo sempre i combo-draw. Per quanto riguarda i flush draw, vediamo che preferisce puntare quelli più bassi, mentre i Q-high e qualche A-high li mixa con un check.

 

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Il motivo è che faremo foldare spesso i flush draw bassi avversari con un’overbet, ma avendo un progetto più alto vogliamo che rimangano in gioco. Non è un errore puntare, è una scelta che non sposta a livello di EV, ma tipicamente il second nut flush draw è quello che vogliamo checkare di più.

Continuiamo con le bilaterali, QJ principalmente punta, e i gutshot: preferisce puntare con carte alte come AQ, AJ, e un po’ meno con quelli non-nuts come Q9 per paura di incappare in una scala maggiore.

La parte più difficile è considerare le coppie basse. Vediamo che approva il check con 55, 44 e mixa 33, mentre punta sempre A2s. Sono mani tricky da trovare, ma l’idea è che puoi far foldare coppie migliori, abbiamo qualche out per battere le top pair in caso, e possiamo anche ricevere call da peggio, come flush draw all’asso, QJ, AJ, quindi spesso è bene trovare queste coppiette da barrelare, in particolare quando overbettiamo. Funziona benissimo sui board A-high.

Non è una passeggiata nemmeno trovare i bluff no-equity: in questo esempio puntiamo qualcuno dei peggiori A-X senza draw, e qualche Q-X, un po’ meno quelli che unblockano i floating (per esempio Q♠4♠ perché vogliamo che lui abbia chiamato con Q♠ e foldi al turn).


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