E se il poker fosse diviso a livelli di skill?

Apr 12, 2024

Scrivendo l’articolo sulla poker room che non vuole giocatori vincenti, è nata una riflessione sull’ecosistema pokeristico, che in un modo o nell’altro sembra destinato a tendere allo zero.

È un mondo dove tanti perdenti introducono denaro, e pochi vincitori lo prelevano, e nel lungo termine il destino sembra essere un interesse sempre inferiore da parte di chi è neofita e ha sempre meno aspettative di vincita (in particolare quando il livello medio di conoscenza del gioco è sempre più solido), cosa che porterà i “peggiori vincenti” a essere i futuri perdenti, e così via in un ciclo virtualmente infinito.

 

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Ovviamente – e sembra quasi sciocco doverlo sottolineare – le cose non possono andare realisticamente così. Non rimarrà mai un ultimo giocatore di poker sulla faccia della terra (salvo eventi apocalittici), ed esisteranno sempre giocatori occasionali che vorranno provarci o divertirsi un po’.

Però, se una volta il poker poteva sembrare un’occasione per tutti e pochi professionisti vincevano senza spiegare i loro segreti, oggi la quantità di materiale formativo a disposizione di chiunque rende la barriera d’ingresso molto più alta da superare. In altri termini, per un occasionale vincere è molto più difficile.

Arriviamo quindi al punto del titolo. Se, almeno per il poker online, dividessimo i tavoli a seconda della bravura dei giocatori? Qualcuno potrebbe dire che è già così: in uno sport dove i soldi tengono il punteggio (cit), chi gioca a livelli più alti è più bravo di altri. Eppure ci sono fish occasionali ai tavoli nosebleed dove un blind è il bankroll di un top reg italiano, e chiunque potrebbe giocare a stakes più alti senza timore di affrontare player troppo forti.

Sarebbe un po’ come funziona nei videogiochi o negli scacchi. Verrebbe calcolato un indice di bravura, un punteggio di skill, una “capacità di vincita”, e il software in automatico potrebbe formare tavoli equilibrati in cui i giocatori possono divertirsi a competere per la quantità di denaro che meglio desiderano, sapendo di giocarsela più o meno alla pari.

 

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È ovvio che sarebbe un malus per i pro, ma allo stesso tempo arricchirebbe il pool perché aumenterebbe il rateo di vincita degli occasionali (coloro che portano soldi nel sistema!) e permetterebbe loro di giocare anche tavoli high stakes senza troppa paura.

Poi ovviamente l’idea si può migliorare: magari per ogni stake si possono creare tre categorie (principiante, esperto, pro), e un giocatore di livello basso può anche scegliere di giocare a tavoli per giocatori più forti (consapevolmente). In fondo ci sono molte persone che desiderano sfidare quelli più bravi, e chi siamo noi per negarglielo? Perlomeno così sarebbe impossibile per un pro fare bumhunting, e andare a caccia di fish tra i tavoli.

Per gli MTT il discorso si fa un po’ più difficile, poiché dividere arbitrariamente i giocatori sui tavoli a seconda delle skills sarebbe scorretto, dividere i tornei a seconda delle skills abbasserebbe troppo i montepremi, ma si potrebbero organizzare tornei quotidiani riservati ai principianti. Magari con una possibilità per qualche pro di tanto in tanto, come agli eventi ultra-high stakes riservati agli occasionali che possono invitare un pro.

Secondo voi è una proposta sensata? O il problema in realtà non si pone e l’ecosistema è più che vivibile così com’è? Fatecelo sapere su facebook!

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