Quando Fedor Holz andò broke a Barcellona… ma si salvò con la roulette

Dic 22, 2021

Fedor Holz continua a sorridere: +$14.651 nella sfida contro 'limitless' coin rivet invitational

A volte guardiamo i nostri idoli del poker come se fossero nati con le carte in mano, e non pensiamo che invece quasi tutti hanno avuto un punto di partenza identico a quello che stiamo vivendo.

È interessante quindi scoprire i primi passi dei poker pro, per cercare le piccole differenze tra noi e loro, e capire come possiamo crescere fino ad arrivare al nostro obiettivo.

È iconico questo racconto di Fedor Holz, in cui appunto rivive le sue prime esperienze da poker player, ricordando quanto fosse pazzesco incontrare Daniel Negreanu. Un po’ come se noi ci trovassimo al tavolo con lui!

 

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“Per fortuna non sono mai andato broke nella mia carriera da professionista, ma sono stato a lungo attorno allo zero nel primo anno e mezzo di tempo pieno. 

C’è una storia molto divertente. Ho cominciato a giocare full time nel 2011, non mi piaceva andare a scuola e avevo deciso di dedicarmi al poker. Massavo molti Sit & Go da 180 giocatori, cosa che mi ha aiutato molto nella conoscenza MTT, e un’altra cosa che mi ha aiutato è stata giocare sempre con i miei due o tre amici, grindavamo sempre insieme.

Il nostro sogno era giocare live, e l’obiettivo finale era andare all’EPT. Nell’agosto 2012 ci siamo convinti ad andare a Barcellona. Ci siamo preparati, un mio amico aveva la macchina e abbiamo guidato fino a Barcellona, con l’obiettivo di stare lì una settimana e giocare low stakes cash game e un paio di tornei. 

Avevamo bankroll tra €1.000 e €5.000, e c’erano tavoli 1/2 e 1/3. Perfetto! 

Siamo arrivati in questo casinò, super emozionati. Vedevamo tutti i pro ‘Oh mio dio, c’è Negreanu!’. Divertente a ripensarci ora. 

Insomma arriviamo all’area cash game e la partita più bassa disponibile era 5/10. Immaginateci arrivare lì con tutti i nostri sogni e realizzare che non potevamo nemmeno fare un buy-in! 

Alla fine quello che abbiamo fatto è stato mandare il più forte di noi al tavolo, e noi railavamo dagli spalti. Ogni 15 minuti veniva ad aggiornarci su come stesse andando.

Era ridicolo, ma anche fighissimo, perché amavamo il gioco così tanto. Amavamo imparare, grindare. Certo, erano molti soldi per noi, un bello shot che poteva anche andare male (cosa che è successa). 

Ho giocato un 500 o un 1.000 Knock Out, e ho bustato contro un giocatore greco, e anche il 5/10 non era andato molto bene. Morale della favola eravamo fondamentalmente broke. 

Forse avevo qualche centinaio di euro nel portafoglio, ed era letteralmente il day 2! Non sapevo cosa fare, non avevo pensato a questa come una vacanza. 

Insomma alla fine mi sono seduto alla roulette con €20 e puntavo una chip da €1… e ho runnato incredibilmente bene! Penso di essere arrivato a €600, mi sono sentito il dio della roulette. Ormai ero un gambler professionista! 

Avevo praticamente bruciato il roll, e la roulette mi aveva salvato un po’. È stato folle comunque giocare a quei limiti, incontrare quei giocatori.

Questo mi ha stimolato in una maniera incredibile, e infatti fa un po’ ridere pensare che un anno dopo avrei giocato il Main Event dell’EPT, avrei shippato il Super Tuesday online, avrei avuto un bankroll da €300.000 e tutto andava bene. 

Davvero incredibile pensare come sono passato in così poco tempo da osservare da lontano quei tornei fino a giocarli.”

 


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