Gutshot – Come giocare con un progetto di scala a incastro

Dic 21, 2023

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Strani progetti, i “gutshot“. Le scale a incastro, quelle in cui una sola carta può offrirci effettivamente la scala, sono a volte sopravvalutate da chi crede di avere buone possibilità di vittoria, altre volte sottovalutate da chi pensa che con così pochi out nemmeno valga la pena.

In effetti il ragionamento di questi ultimi fila: abbiamo esattamente la metà delle carte buone per vincere rispetto a una bilaterale, e a volte dobbiamo cercare qualche possibilità in più per giocare. Andiamo a vedere quali sono le riflessioni dietro a una giocata con il gutshot.

 

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Probabilità di vincere con gutshot

Un progetto di scala a incastro ha quattro carte buone per vincere, che corrispondono a un 8,5% di probabilità di chiuderla al turn, 8,7% di chiuderla al river, per un totale di 16,5% di probabilità di chiuderla tra una o l’altra street.

Il problema è che questo 16,5% – già relativamente basso – non può essere preso in gran considerazione per le pot odds di chiamare una bet al flop, perché dobbiamo tenere conto anche di un’eventuale puntata al turn.

Questo significa che per mere pot odds chiamare una c-bet di 1/4 pot è al limite del corretto se ci aspettiamo un check al river oppure considerando implied odds, realizzazione dell’equity e altri fattori. Per completezza, le pot odds dal turn al river ci sono soltanto se l’avversario punta 1/12 del piatto, decisamente improbabile.

In altre parole, dobbiamo considerare altri fattori: board, vantaggio di range, posizione, ma soprattutto che tipo di gutshot abbiamo.

 

Diversi gutshot, diverse possibilità

C’è un’enorme differenza tra avere QJ su AK6 e su 1082. La riesci a vedere?

Nel primo caso con il 10 chiuderemmo scala, ma è verosimilmente l’unica carta su cui possiamo puntare per vincere. E se uscisse proprio il 10 ci sarebbe anche il rischio di imbatterci in un colore.

Il secondo board invece è estremamente più profittevole: possiamo sperare anche in una Q o un J per una top pair (nel caso precedente all’avversario sarebbe bastato un A o un K per batterci), tutti i 9 per la scala nuts, e addirittura qualche possibilità di colore runner runner o scala all’asso runner runner.

Inoltre con un gutshot basso c’è la possibilità di schiantarsi in un brutto cooler. Non nell’esempio iniziale, ma in una situazione come 87 su flop J106, se prendessimo il nostro desiderato 9 potremmo comunque rischiare di trovarci davanti un K-Q o un improbabile Q-8.

 

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Ottimi bluff

Avendo capito ciò, se siamo gli aggressori nella mano i progetti di scala a incastro sono bluff perfetti, perché non avendo molta equity hanno l’obiettivo di portare al fold l’avversario, ma con un piano d’emergenza se l’altro chiama.

In particolare se gli altri aspetti della realizzazione dell’equity vengono a fare capolino, abbiamo chance di vincere la mano anche trovando runout buoni per il nostro range e non per la mano specifica. Insomma, la continuation bet è l’ideale sulla maggioranza dei flop e su molti turn.

Tutto questo ovviamente dipende in particolare da quanto sia buono il board per l’avversario. Se c’è un’alta probabilità che chiami, meglio regalarci qualche free card e rivalutare.

 

Da valutare per la difesa

Se non siamo gli aggressori nella mano ma ci siamo limitati a chiamare l’ultimo raise preflop, allora dobbiamo fare qualche considerazione in più come all’inizio dell’articolo.

La prima cosa da tenere a mente è che meno il board hitta il range del nostro avversario, più incentivi abbiamo per giocare, ma questo può anche andare in contraddizione con la seconda regola, che sono le implied odds. 

Infatti possiamo chiamare anche fuori odds quando riteniamo ragionevole la possibilità di recuperare la differenza quando chiudiamo il punto. Riprendendo il primo esempio, un Q-J su A-K-6 contro un raise da UTG può trovare molte gioie da un 10 che verrà pagato al massimo da A-A, K-K, A-K e probabilmente A-10.

Sui board più bassi, in particolare se poco connessi, possiamo anche prenderci la libertà di essere più aggressivi – tendenzialmente – e rilanciare in bluff alle c-bet dell’avversario. Questa scelta è preferibile se la nostra mano resta comunque fragile, mentre se guadagniamo outs con possibili top pair ci troveremo con un’equity media abbastanza alta da preferire il call.

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