Quando un campione del calibro di Espen Jorstad fa review di una sua vittoria in un torneo online, e la rende disponibile a tutta la community pokeristica, non è solo “valore”: è oro colato!Â
Abbiamo già preso in esame una sua mano qualche settimana fa, ora continuiamo nella sua hand analysis, confrontata poi con i ragionamenti del solver. Non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate, aprite già i commenti sui social!
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La mano
Situazione: Torneo online da 5k di buy-in, tredicesimo livello, 70 left e Espen è chipleader con 150bb, il secondo al suo tavolo è alla sua sinistra con 90bb.
Preflop: Cutoff (26,3bb) rilancia 2bb, Espen difende dal big blind con Q♠9♣.
Flop: Q♣10♠7♠ (5,5bb) – Check to check.
Turn: Q♣10♠7♠J♣ (5,5bb)  – Check, bet 6,9bb
River: Q♣10♠7♠J♣3♦(19,2bb) – Check, cutoff shova 17,5bb ed Espen chiama, perdendo però contro il A♦K♦ avversario.
L’analisi
L’ICM comincia a diventare in qualche modo rilevante a questo punto. La difesa da BB è piuttosto standard, magari per chipEV ogni tanto puoi mettere una 3-bet, ma preferisco combinazioni high-low come K4o o Q5o.
Così puoi unblockerare il suo range di raise/fold, e non credo il 9 sia buono in questo senso. Blockera molti suoi raise/fold.
Il turn è ottimo per lui. Non credo di dover checkare tutto il range, ma comunque check ad alta frequenza.
Quando punta, ricordo di aver pensato in game che è uno spot molto semplice da overbluffare così. Mi preoccupa un po’ che le sue combo di bluff naturali al turn spesso dovrebbero puntare già al flop.
Ma su questo turn è semplice prendere ogni A8, A9, AX suited, ma anche 55, 44 e simili, e iniziare a bluffare, anche se non hai puntato al flop per qualsiasi motivo. Quindi sto plannando di chiamare praticamente any river, forse non gli assi.
Quando shova al river io ho praticamente snappato, non mi sembrava nemmeno close. Purtroppo aveva il nuts, ma non mi dispiace come ho giocato la mano. Vediamo se dispiace a GTO Wizard!
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Cosa dice GTO Wizard?
In effetti per chipEV, Q9o non è molto rilevante come 3-bet, anche se lo diventa a 30bb. Ma in game c’era un po’ di ICM, quindi impostiamolo.
Il solver conferma che in questa situazione preferisci 3-bet con mani più high low off suited. Con l’ICM conta meno la giocablità e più l’effetto blocker, perché comunque ci sono meno call preflop.
Al flop oppo dovrebbe puntare 84% delle volte, vicino a una range bet. Avendo checkato è difficile per me capire se stesse seguendo questa strategia e mixato così, ma mi viene da sospettare che punterebbe comunque un range minore.
Al turn invece per me è quasi un range check, più check di quanti pensassi. La nostra mano specifica non punta mai.
Secondo il solver lui dovrebbe puntare 67% pot, ma in game ha usato 125%. Cambiando le size sul solver, noto che non punta tutte le mani che sospettavo. Ma penso comunque che in realtà punterebbe più largo. Tutte le mani come A8, A9 e pocket pair molto intuitivi come bluff sono nel range.
Ma vediamo ancora contro teoria come avrei dovuto giocare. Praticamente puro call con Q9. C’è qualche rarissimo raise non all-in che non avrei fatto.
Al river è interessante. Dovremmo andare in leading per 25% pot abbastanza spesso, 22% dei casi. La nostra specifica combo no, ok, ma in realtà non punterei con niente di tutto questo.
Confrontando i range, in effetti, il nostro gioca al 58% di equity. Bella strategia, non l’ho considerata in game! Deve essere un ramo in cui ho bisogno di migliorare, trovare le probe bet dopo questi river blank.
Ma ora eliminiamo la possibilità di bet da parte mia. Qui è irragionevole nel mondo reale: vorrebbe all-in di oppo nel 90% dei casi! E non bluffa nemmeno 44-66, non mi convince. Comunque in questo caso il solver vorrebbe un call da parte mia praticamente 50% dei casi.
Però basta modificare pochissimo, aggiungo un suo push 100% con A8 suited e off-suited, ed ecco che il mio range di call sale al 95%.
Tutta l’analisi è molto interessante, ma vogliamo porre l’attenzione del lettore sull’ultima frase. Da questa impariamo che in nodi molto avanzati del game tree, basta davvero un piccolissimo spostamento per cambiare completamente la strategia di risposta. Due sole mani che passano da check a bet in bluff, e l’EV dei nostri call sale vertiginosamente.
Fa riflettere su quanto lavoro mentale sia ancora possibile in questa “solver era“, per molti troppo meccanica e automatizzata. La parte difficile è conoscere gli equilibri e le risposte alle deviazioni, è lì che si nascondono i soldi veri!






