Al tavolo finale del Main Event ICOOP di PokerStars – Sisal – Snai era l’unico regular conosciuto presente.
A fronte dello strapotere di ‘Nevaioo’, Andrea ‘A.Lapini’ Lapini ha poi alzato bandiera bianca in terza posizione per un premio di 16.000€ che è la moneta più grande finora incassata nella sua carriera con un singolo shot.
Il reg di Arezzo ci ha raccontato il suo torneo: ecco l’intervista.
Il day 1
Lapini inizia col dire che il suo Main Event ICOOP è scorso via senza niente di particolare da segnalare fino a tre tavoli left.
Ho chiuso il Day 1 con circa 45bb, sostanzialmente in average. Al Day 2 non ho avuto grossissimi saliscendi: per parecchio tempo sono stato anche abbastanza card dead e a tre tavoli left ero sceso intorno ai 30bb. È stato più un torneo costruito attraverso tanti piccoli spot profittevoli che grazie al classico colpo che ti fa raddoppiare lo stack. Una mano che ricordo bene arriva proprio a tre tavoli left.
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La mano a tre tavoli left
Così Andrea racconta la mano che ha dato la svolta al suo torneo.
Da SB limpo KΧ8Χ e un reg con circa 44bb checka da BB. Su flop 3♠6♠8♠ checko, lui punta metà piatto e chiamo. La GTO qui vorrebbe molto spesso il raise con la mia top pair, anche per protection, ma avevo individuato in lui una frequenza di bet contro missed piuttosto alta e non volevo fargli foldare tutta la parte debole del range. Inoltre, con l’ICM che iniziava a pesare, non mi dispiaceva controllare l’importo del pot. Il turn è 6♣, una carta sulla quale potrei puntare io, GTO parlando, ma decido nuovamente di checkare proprio per lasciargli continuare l’aggressione. Lui infatti punta quasi pot. Al river Q♥ checko ancora e lui shova. A quel punto la sua linea mi sembra estremamente polarizzata: 6-x oppure tanti draw mancati e bluff. Io non blockero le picche né draw come 9-7, 7-5 o 4-5, quindi lascio nel suo range parecchie combo naturali di bluff. Considerando anche la size utilizzata al flop, non gli assegnavo molti 6x: teoricamente, quando punta quel tipo di mano su quella texture, dovrebbe utilizzare size più importanti, mentre il field tende spesso a puntare molto small con le medium pair al flop. Lui invece betta half pot, quindi mi aspetto che abbia 6x piuttosto raramente. Decido quindi di chiamare. Gira 10♠2♣. Quella è probabilmente la mano in cui il mio torneo cambia davvero: salgo intorno ai 63bb e per la prima volta comincio a pensare seriamente che posso arrivare molto in fondo.
Il tavolo finale
Arrivato al tavolo finale, Andrea aveva info sugli avversari. Il seat draw lo ha però costretto a mantenere un approccio attendista.
Sono partito al final table con 52bb e avevo già parecchie informazioni sugli avversari. Da tre tavoli left tenevo aperti anche gli altri tavoli proprio per osservare i giocatori che avrei potuto ritrovarmi al FT e prendere note. La disposizione però non era delle migliori: avevo i tre giocatori più aggressivi immediatamente alla mia sinistra e soprattutto il chip leader stava mettendo tantissima pressione. Ho capito abbastanza velocemente che sarebbe stato un final table in cui avrei dovuto giocare meno del normale. Da midstack, con quei payout e giocatori così aggressivi dietro, aprire troppo significava esporsi continuamente a spot ad alta varianza. Inoltre alcuni giocatori stavano prendendo linee abbastanza marginali ed erodendo il proprio stack: non c’era motivo di forzare, potevo lasciare che fossero gli altri a prendersi determinati rischi.
Da 4,5bb al podio
Lapini racconta una mano giocata al final table vs l’invincibile ‘Nevaioo’.
Una delle deviazioni più interessanti l’ho fatta proprio contro il chip leader. Mi tribetta mentre ho AQo: in quella situazione ICM il fold sarebbe stata la scelta più standard, ma lo osservavo già da tre tavoli left, stava 3bettando tantissimo e soprattutto mi ero segnato alcuni sizing tell postflop. Decido quindi di chiamare e giocarmi la mano OOP. Pur sapendo che teoricamente il fold sarebbe stato probabilmente la scelta più standard, le informazioni che avevo raccolto su di lui mi hanno fatto pensare che valesse la pena giocare la mano. Anche OOP sentivo di avere abbastanza informazioni sui suoi sizing per riuscire a giocare bene il postflop. Il flop è Qxx e check-callo. Al turn arriva un K, praticamente la carta che volevo vedere meno. Checko e lui punta meno di metà piatto: proprio dalle note prese in precedenza sapevo che tendeva a utilizzare quella size quando aveva valore preso al turn. Decido quindi di overfoldare e conservarmi circa 25bb. Rivedendo poi il replay ho visto che aveva KTo e aveva effettivamente hittato il K al turn. Le note sono sempre underrated! (ride, ndr)
Dopo un cooler 7 left che lo ha lasciato con gli spiccioli della merenda, Andrea è comunque riuscito ad arrivare al podio.
A 7 left arriva il colpo più pesante: ho JJ da SB contro open del BTN, finiamo ai resti per circa 25bb e trovo AA. Rimango con appena 4,5bb. Da lì riesco però a far reggere per fortuna qualche all-in e ricostruisco lo stack, continuando a privilegiare una strategia conservativa. I payout erano molto verticali e al tavolo c’erano giocatori che tendevano a foldare poco, chip leader compreso: non vedevo motivo di forzare spot profittevoli ma marginali. Alla fine riesco ad arrivare 3-handed. Nell’ultima mano rimango con circa 5bb, shovo JTo da SB e il chip leader trova AQ da BB. Questa volta non riesco a risalire e il torneo finisce lì.
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La bottiglia è mezza piena
Il regular aretino è soddisfatto del risultato raggiunto.
Direi che la bottiglia di questo Main Event ICOOP è decisamente mezza piena. Rivedendo il torneo ci sono un paio di spot in cui avrei potuto essere un po’ più aggressivo, ma parliamo di decisioni abbastanza marginali. Al tavolo finale la disposizione degli stack e soprattutto dei giocatori non mi aiutava: avere i player più aggressivi alla mia sinistra, con il chip leader che metteva molta pressione, limitava parecchio quello che potevo fare. Con una disposizione diversa probabilmente avrei avuto più possibilità di esprimere il mio gioco, ma fa parte del torneo e bisogna sapersi adattare anche a questo. Il premio economico ovviamente fa piacere, ma non cambia i miei programmi. Lo considero parte del normale percorso e dell’atteso del mio lavoro: negli MTT il ROI può materializzarsi lentamente oppure arrivare tutto insieme in uno shot importante, ma nel lungo periodo quello deve essere il risultato del lavoro fatto.
Nonostante la gioia, Andrea non festeggerà il risultato né si farà un regalo.
Nessun festeggiamento particolare, il classico brag su Instagram e poco altro (ride,ndr). Non sono mai stato uno che lega un acquisto particolare a una singola vincita, quindi anche da quel punto di vista non cambierà molto. Il giorno dopo non ho grindato, ma semplicemente perché avevo il pomeriggio pieno di coaching ed ero stanco dopo aver dormito poco. Per il resto non cambia niente: la tabella di marcia resta la stessa di prima.





![[▶️ VIDEO] Intervista ad Andrea Dato](https://www.grinderlabpoker.it/wp-content/uploads/2026/09/andrea-dato-intervista-emozioni-1080x675.jpg)
