Sappiamo che per la sua natura, il poker è un gioco in cui anche i migliori possono ritrovarsi in perdita anche su lunghi periodi.
Ma secondo Jonathan Little anche dalle sconfitte ai tavoli da poker è possibile trarre alcuni insegnamenti preziosi.
Sulle colonne di Cardplayer il coach statunitense ha elencato quali sono.
Cambia il tuo mindset
Per iniziare, Little dice di cambiare atteggiamento mentale se le sconfitte risultano particolarmente dolorose.
Ci sono persone che quando perdono diventano tristi, o tiltano, o decidono di quittare il gioco. La cosa più importante che puoi fare quando giochi tornei per vivere è di impedire di avere una connessione emotiva con ogni risultato. Le persone parlano spesso di ‘tournament life’ e di come sia importante preservarla. Quei giocatori di solito finiscono per morire di bui, rinunciando alle possibilità di vincere il torneo che avrebbero potuto avere se avessero rischiato la tournament life un paio di volte.
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Abbraccia la varianza
Little sottolinea poi l’importanza di ricordare come ogni torneo individuale sia solamente uno delle migliaia che giocherai nel corso della tua vita.
Sono stato abbastanza fortunato da realizzarlo presto in carriera, giocando migliaia di sit’n’go ogni mese. Se perdevo una partita – che sapevo sarebbe successo all’incirca 2.600 volte al mese basandomi sui miei volumi di gioco – semplicemente ne aprivo un altro e continuavao a giocare.
Lo statunitense chiarisce che le cose sono un po’ diverse nel poker live, in cui le spese di trasferta si fanno sentire. Ma il concetto è lo stesso: se perdi non devi abbatterti, in particolare se non hai fatto niente di sbagliato.
Un torneo è solo un torneo. Perderne un po’ o tanti in fila non significa che sei un perdente nella vita, così come vincere un torneo non ti rende vincente nella vita. Non associare le sconfitte a poker al fallimento perché sono cose completamente diverse.
Tieni le emozioni lontane
Il coach statunitense snocciola un aneddoto personale in cui ricorda un doloroso 55° posto al WPT Foxwood che lo coinvolse a livello emotivo.
Persi ma il risultato era ok. Avevo giocato meglio che potevo e avevo preso buone decisioni in ogni situazione. Purtroppo per vincere un torneo le buone decisioni non bastano. Una volta che accetti il fatto che la maggior parte delle volte, semplicemente, non c’è niente che puoi fare, imparerai a vedere le sconfitte sotto una luce più positiva.
Il poker è un gioco di lungo periodo
Little racconta di aver ricevuto per anni le lamentele dei giocatori amatoriali, che faticano a pensare al lungo periodo visto che hanno poche occasioni di giocare dal vivo.
Il professionista riconosce che solo con gli anni e con la diminuzione dei tornei giocati ha iniziato a comprendere meglio questa difficoltà .
Ciò non significa che tu debba giocare male quei pochi tornei che giochi. Abbastanza spesso la giocata corretta è di essere aggressivi. Se il tuo mindset ti blocca dal fare la giocata corretta, devi accettare il fatto che stai dando via equity ottenendo in cambio di restare al tavolo un po’ più a lungo. Non so te, ma io ho meglio da fare che sedere a un tavolo a regalare i miei soldi. Invece di regalare soldi, sistema il tuo mindset e fa’ pace con il fatto che il poker è un gioco da lungo periodo.
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Impara a leggere i numeri
Little nota anche che chi si lamenta di più delle sconfitte, quasi sempre è chi gioca stakes sproporzionati rispetto alle proprie disponibilità economiche. Perdere un buy-in da 10.000$ con un bankroll da 800.000$ è diverso dal perderlo con un bankroll di 50.000$. Nel primo caso restano comunque 79 buy-in di margine, nel secondo si perde il 20% dell’intero capitale a disposizione per il gioco in un colpo solo.
Studiare la matematica dei tornei ti aiuta ad abituarti a perdere. Se giochi 1.000 tornei, anche se vai a premi abbastanza di frequente, casherai solamente il 20% delle volte. Il che significa che NON andrai a premi l’80% delle volte.
Il torneo è una lotteria
Little analizza poi i tornei di poker come se fossero una lotteria in cui ogni partecipante riceve un quantitativo di biglietti determinato dal livello di skill. Tutti giocano il loro A-Game e alla fine viene scelto casualmente un vincitore.
Se hai un bankroll adeguato e giochi con edge, dovresti essere eccitato di venire coinvolto, anche se perderai la maggior parte delle volte.
In chiusura del suo intervento Little riflette sulla propria carriera:
Sono stato incredibilmente fortunato ad aver avuto risultati terribili nel mio primo anno da pro live. Se avessi iniziato con una striscia vincente, non sarei stato pronto ad affrontare i downswing ancora peggiori arrivati in seguito. I periodi neri ai tavoli da poker sono inevitabili. Fatti trovare preparato quando la varianza inevitabilmente verrà a bussare.






