Phil Ivey “risponde” ad Andrian: “Non ho tempo per usare i solver. Penso che quello che faccio ora funzioni”

da | Nov 16, 2024

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Un’intervista che abbiamo fatto a Simone Andrian qualche giorno fa, ha scatenato un po’ di discussioni sui social perché è stato toccato “il mostro sacro” Phil Ivey.

Avevamo interrogato “Pertugio7” sulla sua prima esperienza alle Triton Poker Series, e su Ivey il commento è statoPenso sia abbastanza indietro come tutti i reg della vecchia scuola“.

Posto che è un parere ben distante da “Ivey è scarso“, volendo solo sottolineare che Phil non ha continuato ad aggiornarsi sulle nuove teorie (diversamente, per esempio, da Negreanu), questo è bastato a “triggerare” tutti i fan di King Phil.

 

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Chiaramente Ivey non ha letto questo articolo, ma casualmente in un’intervista nel salotto di Joey Ingram ha affrontato proprio questo argomento, parzialmente confermando l’idea di Andrian.

In effetti, Phil Ivey non usa i solver ed è facile capire che non sia aggiornato sulle teorie della GTO. Però con la sua esperienza ha costruito un bagaglio di skill sufficiente per restare un giocatore vincente.

Anzi, con metodi “vecchia scuola”, Phil forse qualcosina della GTO lo ha imparato…

Se so che un giocatore è preparato e gioco contro di lui, lo studio attentamente. Cerco di capire: «Questo è ciò che fa, sta facendo X e Y. Probabilmente lo dice il computer». Anche se non ho studiato quanto lui, cerco di osservarlo e mettere in campo strategie diverse. Ha senso?”

Insomma, Ivey continua a imparare e migliorare come ha sempre fatto. Con umiltà, guardando il gioco di chi può insegnargli qualcosa.

 

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“Guardo i giocatori che dicono essere i migliori. Ci faccio caso. Cosa fa? Perché è uno dei migliori? Cosa lo rende diverso? 

Poi noto che un giocatore fa le cose in un certo modo, magari un po’ diverso da un altro ragazzo che è anche molto studioso. Ok allora cosa fa? Perché lo fa? 

Metto insieme tutte queste cose diverse e cerco di implementarle in quello che faccio, a quello che penso di fare naturalmente bene. Semplicemente aggiungo ciò che fanno loro e provo a creare uno stile di gioco che continui a essere vincente. 

Non ho tempo di stare dietro ai solver, forse un giorno lo farò, ma penso che quello che faccio ora funzioni ancora.”

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