Come riconoscere un buon tavolo di poker secondo Phil Galfond

Gen 31, 2024

Phil Galfond 25k wsop heads up

Il poker è un gioco di informazioni ed esperienza. Il grande pro Phil Galfond, di esperienza ne ha da vendere, e ha deciso di condividerla con i suoi follower su YouTube. Così ci colleghiamo al primo punto: le informazioni.

Ovviamente più tempo passiamo al tavolo con i nostri avversari, più info riusciremo a raccogliere. Ma poche informazioni è sempre meglio di nessuna informazione. Anche se vanno prese con le pinze, possiamo farci un’idea della situazione in cui ci troviamo in un batter d’occhio.

Galfond quindi vi spiega come capire se siete in un tavolo soft o un tavolo competitivo semplicemente dando una rapida occhiata a chi vi circonda.

 

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Contrariamente a quanto si crede, i giocatori con le cuffie, gli occhiali da sole e i cappucci non implicano necessariamente che sia una partita di poker difficile.

Molti di questi giocatori sono ricreativi che guardano i player vestirsi così in TV, e li emulano senza per forza avere in realtà una grande strategia. Non significa che sei in una buona partita, ma non significa nemmeno che sei in un cattivo tavolo.

Quello che può essere rappresentativo di un tavolo complicato è se tutti giocano molto tight. Puoi ovviamente capirlo da quanto spesso foldano pre-flop, dal tipo di mani che mostrano al river, da quanto spesso foldano alle 3-bet, eccetera.”

E fino a qui c’eravamo più o meno tutti. Un’altra cosa da notare, però, è ogni segnale che denoti esperienza al tavolo verde, a partire da come tengono le chips:

“Puoi anche avere indizi in base a come impilano e ordinano le loro fiches, con quante chips entrano in gioco, ecc.

 

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Un altro elemento da tenere d’occhio è il modo in cui le persone maneggiano le loro chips. In media, le persone che maneggiano con più esperienza le loro fiches sono più propense ad essere dei buoni giocatori. Stanno ovviamente indicando esperienza al tavolo da poker, che si correla con il buon gioco.”

Se fanno chip trick, se tengono subito le pile da 20 ordinate, ma soprattutto come le spostano, quando le toccano eccetera. Non puoi capire se siano fortissimi, ma sicuramente hanno vissuto un po’ di ore al tavolo. 

Per concludere, la cosa più indicativa è puramente verbale:

“E infine, parlare al tavolo. Se non ci sono persone che dicono cose non molto sensate sulle mani di poker che vengono giocate, indica che sono tutti probabilmente più inclini a sapere quello che stanno facendo.”

Chi non sa giocare commenta e dice la sua, chi sa quello che fa si tiene la lingua tra i denti. Sei d’accordo?

 

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