Inventare congegni per vincere alle slot machine e truffare i casinò per 45 milioni: la storia di Tommy Carmichael

Dic 13, 2023

Tommy Carmichael

Personaggi come Arsenio Lupin, John Dillinger, Bonnie e Clyde, ci insegnano che anche chi fa delle cose sbagliate come rubare, truffare e violare la legge… può suscitare ammirazione o simpatia dalle masse (non colpite dai crimini, si intende).

Oggi vogliamo raccontare la storia di Tommy Glen Carmichael, un criminale che però è difficile non chiamare genio, capace di inventare congegni per sabotare le slot machine e rinnovarsi e sconfiggere ogni nuovo sistema di protezione dei casinò.

Difficile sapere quanto sia riuscito a mettere in tasca, ma si stima che gli effetti delle sue truffe sui casinò sfiorino i 45 milioni di dollari. Vediamo la sua storia.

 

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Una vita in crollo, un… “mentore” a caso

La storia di Carmichael non inizia nel migliore dei modi: Tommy di mestiere ripara televisioni in Oklahoma, ma gli affari stanno fallendo, la moglie sta divorziando, e tutto sta andando a rotoli.

Dal nulla arriva un suo vecchio amico, Ray Ming, sfoggiando nuove auto, appartamenti, soldi e spiegando che è stato tutto grazie a un apparecchio per barare alle slot machine che nessuno conosceva: il top e bottom joint. In pratica un device che andava inserito in una fessura della slot vicino alla scheda madre, e nella fessura per i gettoni. Poi inviava piccoli impulsi elettrici, chiudendo il circuito e aprendo la cassa che faceva scivolare giù tutti i soldi.

Insomma, Ray vende la “macchinetta” a $4.000, ma non prima di averne dimostrato l’efficacia sul campo, svuotando una slot e spiegando a Tommy come potesse fare anche $1.000 al giorno.

La prigione e l’arrivo di Michael Balsamo

Un anno dopo i casinò di Las Vegas vennero a conoscenza dell’apparecchio e risolsero il problema semplicemente con un fusibile. Sparando elettricità nella slot, il fusibile salta e la slot si spegne. Addio jackpot!

Alla disperata ricerca di una slot “vecchia” ancora battibile… viene beccato dalla polizia con $35 e il top e bottom joint, che non era così sconosciuto, anzi, era in circolazione da 20 anni e ben noto ai casinò e alle forze dell’ordine.

Tommy Carmichael finisce così a dover scontare 5 anni di galera, dove conobbe Michael Balsamo, un collega truffatore di slot. Potete immaginare di cosa parlarono e che progetti avevano per la loro scarcerazione.

 

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La prima invenzione e i successi

Cinque anni dopo, Tommy uscì dal carcere prima del nuovo amico, e andò a tastare il terreno scoprendo che in questo lasso di tempo le slot si evolvettero molto, il mondo era più computerizzato.

I vecchi sistemi non funzionavano più, e le slot erano considerate inattaccabili. Ma Carmichael non si perse d’animo, finse di essere il proprietario di un casinò e riuscì a portare a casa una slot machine ultimo modello.

Così scoprì che c’era un piccolo interruttore all’interno della macchinetta responsabile di azionare il jackpot. Dopo mesi di lavoro – e, parrebbe, un sogno rivelatore – Tommy riuscì a trovare un modo di azionare questo interruttore dall’esterno, con un device che battezzò “Monkey Paw“, zampa di scimmia.

Era uno strumento ingombrante, simile a un archetto per violino, e quando uscì di prigione anche Balsamo, i due decisero che per non farsi beccare si sarebbero fatti accompagnare da alcune spogliarelliste che avrebbero coperto le inquadrature delle telecamere e della sicurezza.

Per farla breve, i due cominciarono a “vincere” fino a $1.000 all’ora (perché la slot non poteva meccanicamente distribuire di più), e iniziarono una vita principesca con lussi e vizi a non finire.

La bacchetta di luce, la seconda invenzione

Poco tempo dopo i casinò scoprirono la vulnerabilità delle nuove slot, aumentarono le telecamere di sicurezza e crearono nuove slot, questa volta davvero impenetrabili.

Balsamo saluto il compagno e decise che non c’era speranza, ma per Carmichael fregare le slot ormai era una missione. Comprò una macchinetta ultimo modello e la studiò, come la precedente.

Il rappresentante gli indicò un laser ottico che contava i gettoni distribuiti dalla slot, quello era il meccanismo anti-cheat imbattibile. Mostrare a Carmichael (che si fingeva sempre proprietario di casinò), la vulnerabilità non fece altro che rendere il lavoro più semplice.

 

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Dopo oltre trenta prototipi, inventò la “Lightwand”, bacchetta di luce, un aggeggio capace di riflettere il laser e illudere il sensore che il gettone vinto non fosse caduto, azionando la caduta a cascata di tutti quelli seguenti.

Senza un complice, Tommy strinse amicizia con Lisa Luxem, una giovane ballerina esotica, che lo accompagnò in una lunga e ricchissima serie di truffe. Lisa e Tommy vivevano come re, una villa a Las Vegas e una a Bel Air, vacanze in crociera (dove si trovavano altre slot) e… infine l’amore.

Da truffatore a businessman

Un giorno i casinò si insospettirono e Carmichael vide delle pattuglie appostate fuori di casa. Fortunatamente quel giorno se ne andarono, forse per un’altra urgenza, ma lui capì che non era il caso di continuare.

Il giorno dopo scappò, cambiò identità e mestiere. Capì che farsi beccare all’opera non era l’idea più saggia, mentre vendere queste bacchette di luce a $30.000 l’una (il costo per crearle era di $3) era decisamente più intelligente.

Poi altri lo imitarono e iniziarono a fabbricare e vendere lightwands, diffondendone centinaia negli USA proprio mentre le slot machine stavano prendendo ancora più terreno nei casinò alle spese dei tavoli.

La diffusione di bacchette luminose le rese note a tutti, e i produttori di slot machine le resero inefficaci semplicemente aggiungendo un delay, un ritardo. Chi ricorda le slot a gettoni, ricorderà che i gettoni non cadevano a ritmo costante, ma c’erano degli intervalli casuali.

 

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Lightwand 2.0

Per l’ennesima volta, Tommy Carmichael trovò il modo di superare le nuove contromisure. Semplicemente un interruttore che azionava la lightwand, per disattivarla durante le pause tra le cadute dei gettoni.

Paradossalmente i casinò hanno aiutato più Tommy che se stessi, visto che ora le nuove lightwand si potevano vendere a $40.000 anche a chi già ne aveva una della generazione precedente.

Tutto questo clamore risvegliò il vecchio Michael Balsamo che tornò da Tommy per comprare una nuova lightwand. Peccato che proprio lui cominciò a sabotare slot in maniera frenetica, incauta, e finì per farsi arrestare e addirittura portare davanti all’FBI.

Già, come avrete immaginato, Balsamo ha venduto il suo amico Carmichael, passando le informazioni alle forze dell’ordine che lo monitorarono.

La fine di tutto

Proprio in quel momento, Tommy Carmichael stava lavorando alla sua nuova invenzione, “The Tongue” (la lingua) che a detta sua avrebbe completamente demolito i casinò, permettendo di fare fino a $12.000 al minuto!

Si trattava di un micro computer che inserito nello slot per i gettoni poteva illudere la macchinetta che si stessero inserendo migliaia di dollari. Bastava stampare il ticket di vincita e andarlo a cambiare.

Carmichael vendette 12 di questi device ad Atlantic City per $100.000 l’uno, ma all’aeroporto trovò la polizia ad aspettarlo. Pronto a dover scontare 20 anni di carcere, Tommy decise di cambiare schieramento e vendere la sua conoscenza ai casinò per diminuire la pena.

I casinò accettarono, e Tommy dovette scontare solo 11 mesi. Praticamente un quinto del tempo passato in galera per aver usato un rudimentale strumento di cheating, e questa volta ne aveva inventato uno migliore e diffuso in tutta l’America danneggiando i casinò per milioni di dollari!

Così finisce la carriera di Tommy Carmichael, che finì nel libro nero dei casinò – che impedisce a vita l’accesso alle case da gioco – ma non prima di aver messo in tasca ancora qualcosa vendendo il brevetto dell’anti-cheating device, ovvero un sistema che rende le slot a prova di qualsiasi strumento. Quello che lui ai tempi temeva venisse scoperto più di ogni altra cosa.

Piccola storiella conclusiva: Balsamo finì nella lista nera a sua volta, perché dopo essere stato pizzicato dalla polizia… tornò a sabotare slot machine con tutta la sua famiglia. Vennero beccati tutti, tutti finirono in carcere, tranne Michael che tradì tutti e fece perdere le sue tracce in Argentina. Anni dopo la famiglia ne annunciò il decesso, ma i casinò non lo hanno mai rimosso dal black book, perché non hanno mai avuto conferma ufficiale della sua morte.

 

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