Il TP di Alec Torelli nella mano del raddoppio al day 2 del Main Event WSOP 2023

Mag 17, 2024

alec-torelli

Capire come pensano i professionisti di poker in una determinata situazione di gioco può essere di grande aiuto per migliorare a poker.

Oggi vediamo come ha pensato Alec Torelli in una mano in cui ha raddoppiato il suo stack al day 2 del Main Event WSOP dello scorso anno: dopo aver letto il thinking process del professionista italo-statunitense sta a voi metterne a frutto gli insegnamenti!

 

Preflop e contesto

Il torneo più importante della annata pokeristica è al day 2 su blinds 400/800 con bb ante. Alec ha uno stack di 80k rispetto ai 60k iniziali. Prima di questa mano ha tribettato due volte nelle precedenti due orbite, una delle quali nella mano immediatamente precedente contro lo stesso giocatore che aveva rilanciato.

MP apre 1.600, Alec spilla AK da hijack e tribetta 4.600. Su bottone c’è un professionista 30enne che nella precedente ora di gioco aveva già sia 3bettato che 4bettato contro Alec: in questa mano cold-calla. Dopo di lui chiama anche original raiser.

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Flop

Sulle prime tre carte comuni K42 original raiser checka, Torelli bet 5k, chiama bottone, original raiser folda.

Avrei puntato con una parte decente del mio range. Di sicuro bottone è forte ma questo flop favorisce pesantemente il mio range, che contiene più KK-AA-AK dei range avversari. Forse qui avrei bluffato mani come A5s e A3s, quindi è buono mixare AK per valore.

 

Turn

Al turn il pot è di 25.800 e scende 7. Alec punta 11.000, oppo chiama. Il pot diventa di 48.000, Alec resta con 60.000 chips.

Prima che entriamo nell’azione pensiamo un momento. Qual è il range avversario qui sul turn? Credo sia piuttosto stretto: ci stanno mani come 88-QQ, KQs, occasionali AK e forse qualche mano in floating come AQs o AJs con un progetto di colore in backdoor. Io voglio estrarre valore dalla mia mano adottando una size che adotterei anche se fossi in bluff.

 

Uno spot senza soluzione

In ultima strada arriva Q.

Che carta! Ci penso per un po’, valutando tutte le opzioni disponibili: una piccola bet, una bet grande, una overbet, un check/raise. Sono tutte opzioni che presentano dei vantaggi. Non è uno spot che affrontiamo così spesso questo. Dal momento che i solvers non contemplano il cold call e non computano i piatti 3-way, questa situazione non ha una soluzione.

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Il TP di Alec al river e come è andata a finire la mano

Alec ha snocciolato il TP da cui è poi scaturita la sua decisione:

Ho pensato un po’ al river sulle opzioni. Ecco quali sono state le mie conclusioni:

1 – Ha più mani che checkano dietro rispetto a quelle che bettano. Mani come Kx, JJ-88 vogliono tutte checkare dietro qui.

2 – Con alcune delle mani che checkerebbe chiamerà una mia bet se pensa che io stia bluffando.

3 – Anche se punta con qualcosa come AK, potrebbe foldare su un raise, quindi in questo caso puntare ha lo stesso EV di checkare.

4 – C’è una possibilità che possa rilanciare in bluff se io punto, turnando mani come JJ-88 con una quadri in bluff per esempio.

Quindi ho deciso di puntare. Volevo puntare una size che avrei adottato anche in bluff, ma anche che permettesse all’avversario di shovare in bluff. Alla fine ho dimensionato la bet river a 26.000. Non sono sicuro che fosse perfetta, ma così ho pensato sul momento. L’avversario poi ha chiamato e io sono salito a uno stack di oltre 150 big blinds!

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