Il trend della trasparenza nel mondo del poker continua a fare proseliti, e questa volta a scoprire le carte è Jeremy Ausmus.
Il professionista high stakes ha deciso di condividere con il proprio pubblico l’intero storico dei suoi risultati nei tornei live dal 2011 a oggi.
Un report molto più dettagliato rispetto a quanto fatto da Stephen Chidwick. La rivelazione di Ausmus è arrivata attraverso un video pubblicato sul suo canale YouTube.
Con un montepremi complessivo di 29.710.874$ incassati in carriera in tornei live, lo statunitense è uno dei giocatori più vincenti dell’intera storia del poker, il che rende i numeri che ha scelto di condividere particolarmente significativi per chiunque segua il circuito high stakes.
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I numeri di Ausmus dal 2011 a oggi
Ausmus ha precisato che i dati resi pubblici riguardano esclusivamente i tornei di No Limit Texas Hold’Em, quindi dei suoi conteggi sono esclusi i risultati ottenuti nelle partite cash game e di mixed games.
Non vengono inoltre conteggiati gli swap con altri giocatori né le vendite di quote, elementi che avrebbero inevitabilmente alterato il bilancio finale.
Ecco il quadro completo emerso dal video.
1.434 tornei giocati
15.922.376 dollari spesi in buy-in
22.807.670 dollari incassati in cash
6.885.294 dollari di profitto netto
43,24% di ROI
17,85% di ITM
73,57% di Return On Entries
Un bottino da quasi sette milioni di dollari costruito su un campione molto ampio, che rende questi dati particolarmente affidabili rispetto a chi pubblica risultati riferiti a periodi più brevi o a un numero limitato di eventi.
ROI e ITM: numeri che raccontano una carriera d’élite
La percentuale di in the money di Ausmus si attesta quasi al 18%, ma è lo stesso giocatore a sottolineare come si tratti di una metrica cui personalmente non attribuisce grande importanza, ricordando che anche un giocatore fortissimo può avere una percentuale di piazzamenti a premio piuttosto bassa.
Il dato che colpisce maggiormente è però il ROI, fermo al 43,24%. Una cifra che assume un peso ancora maggiore se paragonata a quanto dichiarato di recente da Isaac Haxton, secondo cui nei tornei Super High Roller anche i migliori giocatori al mondo ottengono in media un ROI compreso tra il 7% e il 15%.
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Return on Entries: la metrica preferita da Ausmus
Un altro indicatore poco utilizzato nel poker, ma che Ausmus considera più significativo di altri, è il numero di iscrizioni effettivamente vinte.
Secondo il giocatore americano, gli importi in denaro tendono infatti a distorcere la percezione reale dei risultati. In un torneo dal buy-in altissimo, incassare un milione di dollari potrebbe corrispondere anche solo a un decimo posto su poche decine di iscritti totali.
Dal 2011 Ausmus ha vinto 1.054 iscrizioni, distribuite su una grande varietà di livelli di buy-in. Proprio per questo il pro high stakes ha indicato il Return On Entries come la metrica che preferisce personalmente per valutare il proprio successo, rispetto al più tradizionale ritorno sull’investimento: il suo dato al 73,57% è davvero impressionante!
Una stagione di trasparenza nel poker high stakes
La scelta di Ausmus si inserisce in un momento in cui il velo sui risultati del poker ad altissimo livello si sta progressivamente sollevando.
Basti pensare al caso recente del circuito Triton, che ha mostrato come, a fronte di alcuni giocatori capaci di costruire vere fortune, esistano anche professionisti considerati tra i migliori al mondo che risultano invece in netta perdita negli eventi del circuito più esclusivo del pianeta.
Sulla stessa linea si è mosso di recente anche Shaun Deeb, che ha pubblicato il bilancio dei tornei WSOP che lo hanno visto coinvolto nella corsa al titolo di Player of the Year 2026: un percorso chiuso con un profitto netto di 90.000 dollari, ma con appena sei incassi in tutta la stagione, a conferma di quanto la varianza resti una componente ineliminabile anche ai livelli più alti.






