13 denunce per gioco illecito a Prato, 50 siti illegali a Varese

da | Apr 2, 2025

Un articolo che riassume due degli illeciti sul gioco accaduti in Italia nelle ultime giornate: una bisca clandestina di Mahjong a Prato, per un sequestro di quasi €13.000, e 50 siti di gioco online senza autorizzazione, del tutto simili alle controparti legali.

Vediamo un riassunto dei due casi.

 

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Bisca clandestina a Prato: non è la prima volta!

Giovedì scorso in Via Pistoiese (Prato) le autorità hanno fatto irruzione in un’abitazione sospettata da tempo di essere ritrovo di un gruppo di gambler.

Come riporta La Nazione, durante l’operazione sono stati effettivamente trovati diversi tavoli, contanti per €12.600 circa, e tessere del gioco Mahjong, gioco di origine cinese apprezzatissimo dai giocatori asiatici.

Sono infatti membri regolari della comunità cinese i tredici trovati all’interno dell’abitazione, per i quali sono scattate le denunce.

Prato è notoriamente uno degli epicentri del gioco d’azzardo italiano, anche nella sua veste illegale: oltre ai dati riportati da Assopoker, che parlano di una spesa di 318 milioni nelle videolottery e oltre 173 milioni nei giochi di abilità online, sono moltissime le news di operazioni di polizia sul gioco non autorizzato. 

Solo nell’ultimo anno, questa è la terza volta che vengono individuate bische clandestine, e si contano casi di centri di raccolta scommesse su siti esteri, operazioni di gioco online senza licenza, eccetera.

 

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Varese: oscurati 50 siti di gioco “apparivano come legali”

Più allarmante per il giocatore medio è la situazione che si è verificata a Gallarate in provincia di Varese. La Guardia di Finanza ha individuato un sito di gioco online illegale, grazie al quale è stato possibile risalire ad altri 49 siti di proprietà della stessa inesistente società.

Questi siti riproducevano una copia dei noti giochi online autorizzati dall’ADM e offrivano la possibilità di effettuare scommesse sportive. Erano pagine, riporta Agimeg, del tutto uguali ai siti originali, tanto da essere indistinguibili dai giocatori.

Gli sviluppatori di queste piattaforme avevano ottenuto la licenza dallo stato di Curaçao per acquistare i software di gioco e successivamente riprodurli.

La GdF ha sottolineato che l’isola caraibica è già nota per altre indagini sulla criminalità organizzata che gestisce piattaforme di gioco illegale. A causa dell’ottima opportunità economica dell’iGaming, Curaçao offre un regime normativo flessibile e conveniente per attirare più business nella sua area, diventando estremamente popolare tra gli operatori di gioco, ma alle spese di una scarsa tutela dei giocatori.

Sono stati stimati danni all’Erario per 350 milioni di euro, a cui si aggiungono i 7 milioni non versati per la concessione di gioco.

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