Doyle Brunson e Patrik Antonius rappresentano due grandi giocatori, soprattutto nei decenni scorsi. Da una parte abbiamo una vera e propria colonna della storia del poker, praticamente da oltre mezzo secolo sempre sulla cresta dell’onda. Dall’altra parte c’è uno degli esponenti di quella che, all’inizio del secolo, era considerata la “new generation”.
I due si sono affrontati nuovamente durante l’ultima edizione di High Stakes Poker. Nella mano che stiamo per analizzare c’è davvero poco da raccontare, visto che la visione sia della propria mano che dell’opponent indurrà Texas Dolly ad andare rotto da sotto. Un’immagine che il player finlandese, almeno in questo spot, riuscirà a sfruttare nel migliore dei modi.
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Brunson vs Antonius, botte da orbi
Situazione: cash game livelli 500/1.000/1.000 dollari
Preflop: Brunson da early position spilla A♠K♣ e decide di limpare, gioca anche Dwan con A♦5♥ e Antonius con K♦7♦ da bottone. Gibbs da small blind rilancia a 7.500 con A♣J♥, trovando i call degli altri tre giocatori. Il pot sale a quota 32.000 chips.
Flop: Kâ™ 10♥7♥ – Gibbs stavolta checka, Brunson punta 25.000 e trova Antonius che lo mette ai resti. Sia Dwan che Gibbs vanno al fold, Texas Dolly non può non mettere.
Si gioca con il doppio board. Nel primo caso il turn è un 9â™ mentre il river è un altro 7♣. Nel secondo showdown c’è un Q♦ al turn e un 8♣ al river.
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Come abbiamo già sottolineato, Brunson perde contro Antonius per un paio di aspetti legati al suo “retaggio”. Da una parte c’è il fatto di giocare bene con top pair top kicker in un 4-way pot. Dall’altra parte c’è l’immagine molto loose che il finlandese “assume” in contesti del genere. Non stiamo parlando di un torneo high roller ma di un TV show in cui le maglie solitamente si allargano.
Su questo poggia tantissimo l’immagine di Patrik, il quale approfitta anche di un avversario abbastanza short per vincere il piatto. Anche se, a dire la verità , Texas Dolly sarebbe andato rotto anche con 50k in più.






