Iniziamo questo articolo facendo una citazione a dir poco impropria, specialmente se si fa riferimento al poker. Riprendiamo William Shakespeare e il monologo di Giulietta quando provava a spiegare al suo Romeo che i nomi non cambiano la sostanza delle cose e delle persone.
Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo
Un riferimento abbastanza forzato quando parliamo anche di un grande campione e di un personaggio che ha segnato la storia recente del poker live. Stiamo parlando di Chris Moneymaker, che quasi 20 anni fa rivoluzionò il gioco e la sua stessa concezione. Al punto che, a proposito di nomi, proprio il suo fu “sfruttato” all’interno del circuito.
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Chris Moneymaker vince il… suo torneo
Siamo nel Queensland, in Australia, dove ormai da qualche anno si gioca un evento molto particolare. Se non altro per il nome che porta, ovvero il Chris Moneymaker Main Event. Un torneo da 200 dollari australiani di buy-in, che naturalmente non rappresenta di certo il meglio che il poker live possa offrire, sia a livello locale che a livello internazionale.
Tuttavia, questa volta è successo quello che forse, al momento di creare questo evento, gli organizzatori speravano. Ovvero il fatto che a vincerlo fosse proprio il giocatore che li ha ispirati a dare questo nome al torneo. È stato proprio il campione del mondo del 2003, infatti, ad arrivare fino in fondo e a portare a casa il titolo.
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Sicuramente è qualcosa di bizzarro se ci pensiamo.
Venendo al poker giocato, Moneymaker ha messo in riga un field di 337 giocatori e si è portato a casa i 12.000 dollari australiani di prima moneta. Di certo non è stata la sua vittoria o una delle vittorie più importanti in carriera. Ma sicuramente sarà a dir poco strano o comunque particolare aver messo in bacheca un evento che porta… il suo stesso nome.






