Alla fine la spunta l’Inter, che ritrova la vittoria in una delle partite che potevano decretarne il destino, naturalmente in negativo. La Juventus esce dal campo a testa bassa dopo aver perso una grande occasione, senza essersi però mai fermata. Si conclude così un Derby d’Italia che in un certo senso non ha tradito le aspettative della vigilia e degli appassionati.
È stata però la classica partita tra due grandi squadre del nostro campionato, nella misura in cui si affrontano ormai da troppe stagioni. Una gara sempre molto attesa e per questo motivo caricata a livello emotivo e ambientale. Motivo per cui è spesso mancato il gioco, più da una parte che dall’altra, anche a causa di limiti tecnici e soprattutto fisici che sono evidenti da troppo tempo.
Il derby d’Italia resta poco spettacolare
Onore senza dubbio alla formazione guidata da Massimiliano Allegri, che anche grazie a un modulo un po’ più spregiudicato del solito ha cercato di creare gioco e palle gol. Ma se in tanti giudicano quella di ieri sera come la miglior prestazione stagionale dei bianconeri, c’è forse da farsi delle domande. Anche perchè di fronte c’era un’Inter tutt’altro che in salute, soprattutto sul piano della condizione atletica.
E poi c’è sempre il solito tema, che ormai da troppo tempo caratterizza il Derby d’Italia. Al termine della partita si parla più di arbitri che di calcio, anzi quasi neanche si parla di azioni da rete o di giocate di grande classe. E allora spazio per il caso del rigore concesso a Dumfries e trasformato da Calhanoglu, ma soprattutto per quello non dato a Zakaria. Storie che purtroppo conosciamo da troppo tempo.
Cercando un giudizio un po’ più severo potremmo dire che il calcio italiano sta perdendo appeal anche per questo motivo. Partite tutt’altro che memorabili per quanto fatto dai calciatori vengono ricordate per tanto tempo a causa di errori (Veri o presunti) degli arbitri.
Di questo passo sarà difficile andare lontano, come movimento e come squadre che vanno in campo.






