L’altro ieri abbiamo intervistato il vincitore del Sunday Million XII, Giacomo ‘jacklafu98’ Beneforti.
Ieri siamo riusciti a recuperare anche il runner-up del torneo da un milione garantito, apprezzato nel video replay a carte scoperte per aver letteralmente dominato il tavolo finale fino alla fase 3 left.
All’anagrafe il player ‘Damo9393’ risponde al nome di Daniele D’Amico. Nel corso della chiacchierata, il 32enne ci ha anche raccontato nel dettaglio il suo TP nella mano contro ‘jacklafu98’ già analizzata per noi dal vincitore del Million.
Chi è ‘Damo9393’
Daniele D’Amico gioca a poker online professionalmente da un anno, dopo aver iniziato a giocare online nel 2021.
In precedenza si era dedicato perlopiù al poker live, iniziando con le classiche partite tra amici. La sua passione era così forte da aver focalizzato sul poker la tesina della maturità .
L’anno scorso la decisione di lasciare il lavoro di consulente informatico per dedicarsi con tutto sé stesso al gioco. Nei giorni del Sunday Million Michele era a Malta per giocare il BOM vinto da Candido Cappiello.
Nonostante la vittoria del torneo da un milione garantito sia sfumata sul più bello dopo un dominio pressoché incontrastato, D’Amico dice di essere contento del risultato, preferendo focalizzarsi sui cinquantamila euro messi in cassa piuttosto che sul secondo posto conclusivo.
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La mano
Ecco il video della mano 6 left: a seguire il TP di ‘Damo9393’.
Il preflop
D’Amico dice che già dal preflop ha potuto togliere alcune combo dal range di ‘jacklafu98’
Il mio range di gioco è ampio, il range di call da BB sicuramente è un po’ più stretto. Normalmente bisognerebbe chiamare tipo tutte le combo suited, ma non in un final table con questa pressione e con questa distribuzione degli stack.
Quindi appunto il fatto che lui non abbia combo suited come 72-73-62-63 forse può esserci utile dopo, perché al turn avrà meno flush di uno spot normale.
Al prefop open e call standard. Se mi avesse tribettato non avrei escluso che potesse avere anche combo di Asso-banana Kappa-banana in bluff, ma niente.
La mancata cbet al flop
D’Amico spiega poi i motivi del suo check dietro al flop.
So che potrei bettare quel board ma è un board molto coordinato e ho un sacco di equity, se cbetto dovrei chiamare sicuramente il suo eventuale raise, ma credo che contro Jack voglio controllare, per due motivi. Il primo è perché comunque ho tanta equity, ho redraw a colore e bilaterale quindi non voglio trasformare la mia mano in bluff da subito. Il secondo è perché so che può inventarsi qualcosa, anche al turn e al river. So che è un giocatore che non molla un pot e so che potrei trovarmi a giocare a uno spot complicato se io betto e lui raisa.
Invece non voglio giocare spot complicati contro di lui anche perché, in mezzo ai pescioloni che c’erano al tavolo finale, lui era l’unico che mi poteva dare davvero fastidio, come poi si è rivelato alla fine. Quindi ho deciso di deciso di controllare. Niente di troppo complesso anche perché per me, che ero in posizione e fanta chipleader, lo spot era più semplice rispetto a quanto non lo fosse per l’avversario.
La definizione del range al turn
Al turn D’Amico dice che gli sono tornate utili le constatazioni del preflop sul range avversario.
Il turn è un jack di picche, come dicevo, lui non ha 72 a picche, non ha 62 a picche… Ovviamente ha ancora tutti i colori nutted, tipo A♠6♠ e i K♠.
Quando non leada è una buona notizia. Noi prendiamo il nostro jack e ovviamente vogliamo valuebettarlo, vogliamo farci chiamare dai vari Assi e Re a picche ovviamente off. Non vogliamo bettare gigante perché non dobbiamo polarizzarci, abbiamo una top pair ma ci potrebbe essere un colore chiuso e forse anche una scala chiusa.
Vogliamo bettare per value una size un po’ small che ci rende anche più inclini a chiamare un check-raise. Quando chiama posso escludere qualche combo di colore, magari non gli Assi-x picche ma qualche flush me lo rilancerebbe già adesso.
Ma anche con KΧQΧ per la scala rilancerebbe già adesso. Lo metto più o meno su quello che poi alla fine ha, un pezzo di board e flush draw, poi può ancora avere una bila e qualche asso di picche da solo. Il range che gli assegno è questo.
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Il river più bello del mazzo
Sulla ultima strada che gli fa chiudere scala, il problema per D’Amico era solamente la size da scegliere per farsi pagare.
Il river è il più bello del mazzo, il sette di quadri. Ovviamente anche lui potrebbe avere degli 8Χ ma quando checka finisce più o meno di averli, anche se in realtà no, potrebbe comunque ancora checkarli.
Ovviamente noi abbiamo una value bet da fare, a questo giro vogliamo polarizzarci. Ho scelto una size 80%, potevo fare anche 100% o 120%, addirittura 150% non credo che sarebbe stato sbagliato.
Però appunto voglio proprio farmi callare da mani di quel tipo lì, che hanno showdown value ma non sono abbastanza forti da bettare.
Quindi quando betto ho davvero buon value, oppure sono bianco. Mi sa che Jack l’ha presa questa cosa perché gli ho visto mollare davvero pochi colpi. Quindi insomma scelgo scelgo di fare 80 percento pot proprio per farmi callare da combo tipo quella che ha. Tra l’altro con dei blocker molto molto carini, quindi approvo la sua linea.
Foto in alto di Imperium che ringraziamo






