Negreanu Polk: Il riassunto della sfida dell’anno a poche mani dalla fine

Gen 30, 2021

Non dovrebbe mancare ancora molto prima che la challenge più importante del poker 2020 volga al suo termine. Doug Polk e Daniel Negreanu hanno giocato oltre 21.000 mani su 25.000 previste, e -spoiler- sarà molto difficile per il canadese recuperare lo svantaggio.

Nell’attesa di scoprire se le prossime sessioni regaleranno qualche incredibile colpo di scena, abbiamo deciso di fare un riassunto della sfida:

Come nasce la sfida Negreanu – Polk

La rivalità affonda le sue radici nelle antichità. Sebbene Polk abbia recentemente ammesso che Kid Poker fosse stato un suo idolo da ragazzino, sono anni che Doug non perde occasione di criticare e prendere in giro Negreanu. Forse l’esempio più noto è stata l’accusa, quando Daniel dichiarò che l’aumento della rake fosse un bene per i giocatori, di essersi venduto allo sponsor in maniera plateale, senza pensare alle conseguenze delle cose che dice.

Insomma tra i due non scorre buon sangue, e dopo l’ennesima baruffa su Twitter, a colpi di provocazioni i due hanno deciso di regolare i conti al tavolo. Anche lì non sono mancate le frecciatine, con Negreanu che sottolinea come Polk non volesse dare nulla in beneficenza e lo avvisa di non utilizzare charts preflop…

Negreanu – Polk: Shuffle Up And Deal

La sfida prevede 25.000 mani Heads-Up a blinds $400-$800. Arrivati a $12.500, il perdente potrà scegliere se ritirarsi, oppure i due potranno accordarsi per alzare i limiti, o continuare a quel livello.

I due protagonisti della challenge si sono affrontati per la prima volta ad ottobre, live sotto le telecamere di PokerGO per la prima sessione, e Negreanu è volato subito in vantaggio di +$160.500, non senza dedicare qualche battutina all’avversario.

Dopo quelle prime 200 mani però, Polk ha ripreso tutto il vantaggio con gli interessi, e dopo un altro swing che ha riportato DNegs avanti, Doug ha ripreso la lead senza troppi problemi come potete notare dal grafico aggiornato:

grafico polk negreanu

Arrivati a metà della sfida, Daniel era in svantaggio di oltre 19 stack, ma non ha gettato la spugna, né però si sono accordati per salire di stakes.

Daniel ha avuto le sue sessioni di fuoco, con un picco di +$390.000 in poco più di 1.000 mani, ma non è mai stato sufficiente per riportarsi in una situazione di parità.

Le polemiche, i tilt, le strategie

Ad un certo punto Negreanu è anche sbottato nell’intervista post sessione, evidentemente tiltato, accusando Polk di avere una fortuna sfacciata, e addirittura nominando il server della room (Lo so che non è rigged, ma mi sembra che lo sia!).

La risposta di Polk non è tardata ad arrivare: svariati commenti su Twitter e un’intervista su YouTube affermano che in realtà quello che sta runnando bene è Negreanu, e che Polk è semplicemente più skillato. A quel punto le prese in giro non sono mancate, con Polk che piagnucola “sono sfortunatissimooo“, tweet di mani incredibilmente fortunate eccetera.

Oltre al “fattore C”, un altro cruccio di Negreanu era che Polk utilizzasse tabelle di range preconfezionate, solver, e altri strumenti per avere edge sul canadese. Anche su questo argomento Polk ha fatto decisamente molta ironia.

Adesso che la situazione si avvia verso la fase conclusiva, Doug Polk ha cambiato approccio al gioco, implementando molti limp preflop per contrastare forse il gioco ad alta varianza che voleva mettere in pratica Negreanu in modo da avere una chance di recuperare.

Daniel ha reagito a questa mossa cominciando a tankare ad ogni mano dove Polk si limitava al call, manovra che Doug ha definito scorretta, e forse addirittura contro il regolamento. I suoi follower su twitter hanno dimostrato pareri contrastanti al riguardo, e tu cosa ne pensi?

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