Lo stadio “Alberto Picco” ha messo un scena un evento che, visto con gli occhi di un appassionato romantico di calcio, ha qualcosa di storico. Il terzo discendente di una dinastia straordinaria, capace di sollevare al cielo decine di coppe in oltre mezzo secolo di calcio, pone la propria firma nel nostro campionato. Stiamo ovviamente parlando della dinastia dei Maldini, qualcosa di inimitabile nella storia del calcio.
Dopo il compianto nonno Cesare, il primo capitano di una squadra italiana in grado di alzare una coppa dei Campioni. Dopo papà  Paolo, che ha scritto pagine indelebili nella storia del Milan e del calcio italiano nell’era Berlusconi. Ora tocca a Daniel, un ragazzo che è finalmente sbarcato nel calcio che conta e ora fa vedere di che pasta è fatto.
Gli sono bastati una cinquantina di minuti e un colpo di testa per poter scrivere questa bellissima pagina.
Daniel Maldini, di nonno in nipote
In molti avevano storto il naso quando, alla lettura delle formazioni, avevano visto il suo nome. Non solo per il fatto di mandarlo in campo dal primo minuto in una gara tutta da vincere, ma anche per il fatto di dover sostituire uno come Brahim Diaz. Il numero 10 è uno dei più in forma nonchè uno dei più decisivi. E ben presto anche la difesa dello Spezia se ne sarebbe accorta.
Tuttavia, le perplessità e i dubbi dell’immediata vigilia svaniscono al minuto 48. Cross preciso dalla destra, inserimento con tempi perfetti e stacco imperioso del ragazzone con la maglia numero 27. Zoet, portiere dei liguri, prova a smanacciare ma non può nulla. 1-0 per il Milan, la storia è stata scritta e anche chi non tifa per i rossoneri, in fondo, ha un mezzo sorriso stampato sul volto.
Da Cesare a Daniel, passando per Paolo. Quel Paolo che si trova in tribuna e abbraccerà il suo assistente Frederic Massara quando vedrà quella palla entrare. Perchè in fondo è stato tutto bellissimo.






