La notizia è arrivata nella notte appena trascorsa, ma continua a far discutere e ad animare dibattiti. Nikola Jokic è il nuovo MVP della regular season di NBA per il campionato 2020/2021. Una scelta che sorprende alcuni ma che riempie di gioia altri.
Se non altro perchè il pivot serbo, arrivato negli Stati Uniti grazie ai Denver Nuggets e al coach di quella stagione Mike Malone, è riuscito a trasformare se stesso ma con il tempo anche a trasformare il basket a stelle e strisce. Il tutto senza che nessuno se ne rendesse conto fino in fondo.
Nikola Jokic, un MVP fuori dagli schemi
Ci sono tanti record che Jokic è riuscito ad abbattere vincendo il premio di Most Valuable Player. Si tratta del giocatore capace di aver portato a casa questo titolo come scelta più bassa di sempre, essendo stato ‘chiamato’ al Draft al 41° posto. Ed è anche il primo europeo nel suo ruolo a riuscirci.
Era dai tempi di Shaquille O’Neal che un pivot non riusciva a ottenere il titolo di MVP nella lega di basket più importante al mondo. Ma più in generale è il suo modo di giocare ad aver sconvolto tutto e tutti. Un lungo con una sensibilità incredibile nelle mani e la capacità di far giocare meglio la propria squadra, nonostante sia visto come il realizzatore finale del gioco corale.
Senza dimenticare le sue origini europee, che come si vede in altri contesti (vedasi Luka Doncic e Giannis Antetokounmpo) stanno diventando più un merito che un limite nel basket che si gioca sull’altra sponda dell’Oceano.






