Il 2 settembre 2025 segna una svolta nel panorama del poker online europeo: PartyPoker ha ufficialmente abbandonato la propria piattaforma del mercato Francia-Spagna-Portogallo per migrare sulla rete iPoker Europe.
Una decisione che non cancella il brand, ancora visibile ai giocatori, ma che modifica radicalmente ciò che si nasconde dietro al logo: software, client e infrastruttura tecnica saranno infatti quelli di iPoker.
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Per gli utenti, il passaggio è avvenuto in modo quasi impercettibile. Aprendo il client di PartyPoker in quei Paesi, il sistema ha scaricato automaticamente l’aggiornamento collegato al network iPoker, senza nemmeno troppo clamore. Sembrava un semplice aggiornamento software, senza spiegazioni o annunci di sorta.
Conti, saldi e cronologia di gioco sono stati trasferiti senza intoppi, garantendo continuità . Chi possedeva già un account su entrambe le piattaforme ha invece ricevuto istruzioni per gestire la fusione dei profili.
La vera differenza si noterà nei numeri: più traffico ai tavoli, un calendario tornei più ricco e variegato, un client moderno e stabile.
Ma perché questa scelta?
Negli ultimi anni PartyPoker aveva sofferto una contrazione significativa della liquidità nella sua rete europea.
Il traffico era ormai sceso a livelli troppo bassi per garantire competitività , soprattutto dopo il passaggio di skin importanti come PMU Poker proprio su iPoker, che aveva ulteriormente indebolito la posizione del gruppo Entain.
Il brand PartyPoker è forte e rispettato a livello internazionale, ed è uno dei più attivi quando si parla di investire nel poker, ma fatica a brillare nei mercati chiusi. L’Italia ne è un esempio perfetto, come sanno i player di Gioco Digitale e altre room del network.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Welcome Bonus Poker 100% fino a 1.000€ | ||
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La decisione di unire le forze con Playtech rappresenta quindi una mossa strategica per ottimizzare le risorse e aumentare il risalto dato al poker online.
Questo passaggio ridisegna anche la mappa della liquidità condivisa nell’Europa dell’ovest. A dominare restano PokerStars e Winamax, ma ora iPoker può contare anche sull’apporto degli ex brand PartyPoker e Bwin. Una massa critica che rende più appetibile l’offerta per gli utenti e più sostenibile l’ecosistema.
È un cambiamento che ha anche un valore simbolico. PartyPoker era un gigante assoluto del settore nei primi anni 2000, ma dopo il declino a cavallo del decennio successivo, non è riuscito a rialzarsi, nonostante i tentativi di rilancio con nuove tecnologie e ambassador di prestigio. Alla fine si è deciso di arrendere l’indipendenza a favore della sinergia e della funzionalità .
Per i giocatori il bilancio sembra positivo. La transizione non ha causato disagi e promette un’esperienza di gioco più gradevole per i player. Se per il mercato significa la concentrazione di un altro storico operatore, per gli utenti si traduce in tavoli più popolati e tornei più ricchi.






