Un pomeriggio particolare, un mix perfetto tra una festa che va concessa ai grandi campioni e un po’ di tristezza non appena tutto si è concluso. Così come si è conclusa la carriera di uno dei più grandi sportivi di sempre, al di là della disciplina che viene rappresentata. Valentino Rossi, dagli istanti successivi alla bandiera a scacchi che gli è stata sventolata oggi, è diventato di fatto un ex pilota di MotoGP.
È quasi inutile sottolinare il fatto che stiamo parlando del più grande pilota della storia delle due ruote, per tutta una serie di motivi. Ha iniziato a vincere da giovanissimo e con non poche pressioni addosso. Ha vinto in tutte le classi in cui ha gareggiato. Ha vinto da grande favorito e quindi con le aspettative che ne conseguono. E infine ha vinto anche con una moto che era costretta a inseguire. Insomma, ha vinto.
Ma ci sono stati dei momenti in cui Vale ha fatto dubitare tutti, e neanche poco.
Valentino Rossi saluta da re
In molti, infatti, hanno sostenuto negli ultimi tempi che la fine della carriera professionistica del Dottore sia arrivata un po’ tardi rispetto al reale tracollo, fisico e quindi nelle prestazioni, del campione di Tavullia. Già da un paio di stagioni, infatti, il numero 46 più famoso al mondo aveva dimostrato di non reggere più il confronto con i grandi. E per via di una legge non scritta, se un campione non può lottare per vincere fa bene a farsi da parte.
Naturalmente è da lodare la voglia di lottare, anche per posizioni decisamente meno lusinghiere, da parte di un campionissimo dello sport mondiale. Tuttavia, la presa di coscienza leggermente tardiva è comunque apprezzata anche da parte di chi non è di certo un fedayn di Valentino. Ora però viene il bello, ovvero capire cosa ne sarà della vita e della storia di Rossi.
Al netto di tutto, però, noi possiamo dire solo grazie a un pilota e a un uomo che ci ha regalato un sogno lungo più di vent’anni.






