Il tennis mondiale sta forse vivendo quel momento di transizione e di ricambio generazionale che aspettavamo da un po’ di tempo. La pandemia e alcune situazioni border line, come quella che vede come protagonista Novak Djokovic, sta forse accelerando il processo. Un processo che viene senza dubbio alimentato da un personaggio su tutti: Carlos Alcaraz.
Ci sono diverse definizioni, relative al talento del tennis spagnolo e mondiale, che però non sono più corrette. Sembra infatti scorretto parlare di astro nascente, visto che parliamo di un ragazzo che a breve potrebbe già entrare in Top Ten. Così come è sbagliato definirlo emergente, visto che questa è già la seconda stagione in cui si siede al tavolo con gli altri pro del circuito.
Ma c’è una definizione in particolare, che forse è la più sbagliata in assoluto.
Carlos Alcaraz: non chiamatelo erede di Nadal
Proprio così: Carlos Alcaraz è forse quanto di più lontano ci possa essere da Rafael Nadal. Qualcuno potrebbe rivedere in lui il maiorchino nella sua età più tenera sul piano tennistico, ovvero quello degli esordi. Forse per la grinta che è però tipica dei giocatori latini. Probabilmente per alcuni outfit che ricordano il suo connazionale nel debutto nel circuito maggiore. Ma sul piano del gioco, le differenze sono anche evidenti.
Nadal è sempre stato un giocatore soprattutto muscolare, con una spiccata dote difensiva soprattutto sulla linea di fondocampo. Se prendiamo il tennis soprattutto per lo stile e per la tecnica, in pochi si potevano immaginare la sua presenza ai piani più alti per circa 20 anni (and counting). Il suo giovane connazionale, che erede può diventarlo nella “difesa della patria”, è già più bello da vedere e soprattutto ha enormi margini di crescita.
Qualcuno potrebbe dire che la supernova era già esplosa nei giorni scorsi, quando solo un clamoroso Berrettini lo battè agli Australian Open. Ma la partita della scorsa notte a Miami contro il serbo Kecmanovic ha fatto vedere un Carlos completo sul piano del gioco e delle caratteristiche.
Davvero in pochi possono parlare di presenza effimera al top del tennis mondiale. Sono invece in tanti a vederlo dominare per tanti anni. Noi, almeno per il momento, ci godiamo la sua crescita e la sua affermazione. Anche se aspettiamo la risposta di Jannik Sinner (vesciche permettendo).
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Photo credit: @atptour on Twitter






