Una vittoria che davvero in pochi si attendevano, ma che sotto sotto in tanti speravano che arrivasse. Il Milan sbanca il campo dell’Atletico Madrid e a 90 minuti dalla fine della fase a gironi di Champions League ha ancora delle chances di passare miracolosamente il turno. Erano ancora negli occhi di tutti le immagini della gara di andata, con San Siro che era diventato il teatro di una mezza farsa.
Tra errori arbitrali evidenti e altri episodi che avevano lasciato l’amaro in bocca, i rossoneri avevano probabilmente preparato la partita per fare male ai colchoneros allenati da quel drago di Diego Simeone. Alla fine, per ottenere un miracolo, il Diavolo si è dovuto affidare a un giocatore il cui cognome fa pensare agli episodi biblici. Il tutto ovviamente senza trascendere nella più spicciola blasfemia.
Ecco allora la grande storia di Junior Messias, il giocatore che ha salvato letteralmente il Milan dal baratro.
Il Milan ringrazia il suo Messias
In tanti hanno fatto ironia quando, nella parte finale della sessione estiva di calciomercato, il club di via Aldo Rossi ha perfezionato con il Crotone il trasferimento a Milano di questo fantasista brasiliano dal dribbling facile ma dalla carta d’identità abbastanza imponente. Il giorno di Capodanno del 2021, infatti, Junior spegnerà 31 candeline. Forse troppe per una società che crede fortemente nei giovani.
Ma questo, a Paolo Maldini e a Stefano Pioli, non è affatto interessato. Così, dopo aver recuperato da un infortunio fastidioso, Messias si è messo a disposizione del suo allenatore con quell’umiltà di chi sa come conquistarsi un posto con la fatica, con il sudore della fronte e con il lavoro intenso. Al resto ci pensa il talento e la fantasia che è insita in tutti i brasiliani. Quel talento che gli ha fatto iniziare e concludere l’azione che lo ha iscritto nella storia della Champions.
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Se i rossoneri hanno una minima chance di andare agli ottavi di Champions, dunque, il merito è di questo brasiliano atipico. Un instancabile lavoratore che non ha ancora terminato la sua scalata.






