Alle Triton SHRS Montenegro in cui ha centrato il secondo successo personale nel circuito dopo quello in Corea, Adrian Mateos ha esteso il suo raggio di azione.
Diversamente dai suoi standard, infatti, il torneista spagnolo ha deciso di prendere parte alla partita cash game high stakes a inviti organizzata collateralmente ai tornei del circuito.
Mateos ha giocato due sessioni in compagnia di campioni della specialità del calibro di Patrik Antonius, Phil Ivey e Dan Cates facendosi rispettare.
In un video a poker.org, il pokerista spagnolo più vincente di sempre ha spiegato come si è adattato alla modalità di gioco per lui nuova, prima di snocciolare il ‘processo di pensiero’ messo in atto nel piatto più grande da lui incassato durante le giornate montenegrine.
Il passaggio dai tornei al cash game
Quando siede ai tavoli cash game, Mateos si approccia in modo simile alle fasi iniziali dei tornei, con la variabile di una maggiore aggressività .
Le dinamiche sono molto più simili ai tornei di quanto comunemente si pensi, specialmente in questa partita cash game delle Triton in cui ci sono le ante, le dinamiche sono molto simili a quelle dei tornei. Approccio la partita come se fosse l’early stage di un mtt. Poi Il fattore-chiave è che nelle partite cash game tutti giocano un po’ più loose preflop, quindi bisogna adattare i range di conseguenza. Giocare un po’ più aggressivo post-flop è profittevole perché tutti di solito giocano a range più larghi e quindi con mani meno forti.
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Preflop
E veniamo alla mano raccontata dallo spagnolo. Mateos apre 15.000$ da utg con A♣6♣ 500k di stack, da cutoff chiama Paul Phua con 6♠5♠ e 1,2 milioni di stack, chiama anche Wang da big blind con K♣7♣ e 860k di stack.
Decido di aprire A6 fiori da utg con 100x effettivi. Apro grande, x3, perché gli avversari stanno giocando parecchio loose preflop e penso che aprendo un po’ più grande posso disincentivare i call più wide. Paul decide di chiamare con 56 suited che mi sembra standard. A volte potrebbe tribettare per due ma il call è ok. Anche SD decide di chiamare. É un avversario con cui non ho giocato molto ma mi ha sorpreso in questa partita perché ha giocato davvero bene”.
Flop
6♦2♣5♣ Mateos check, Phua bet 31.000, Wang rilancia 100.000, Mateos chiama,
In questa mano questo è un flop che non voglio vedere perché in particolare small blind ha molte più doppie coppie e scale di me e anche Phua può avere tutti i set e anche 4-5 per la scala. Quindi decido di checkare, avrei checkato la maggior parte del mio range in questo spot. Ho una mano forte con top pair e top kicker. Phua decide di puntare grande, tipo 60% pot, che credo sia ok. Poteva anche bettare small, ma essenzialmente è un mix, penso che la size più grande vada bene. Andare all-in non sarebbe una mossa con troppo senso perché farei foldare agli avversari tutte le mani peggiori della mia. Il call è la migliore opzione.
Wang decide di check-raisare dal momento che ha molte più scale e molte più doppie coppie di noi nel suo range. In questa maniera per me si creano delle dinamiche strane perché il mio range è un po’ fottuto qui, sulla bet di Phua e il raise di Wang. Ma la mia mano è davvero forte quindi credo che il call sia l’opzione migliore. Chiama anche Paul: con le sue carte la decisione è davvero close e ci può anche stare un fold con tutto che le odds che riceve sono davvero buone
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Turn
J♠, Wang check, Mateos check, Phua check.
Il turn è un jack che non cambia tanto perché è una blank. Wang decide di checkare e qui devo prendere una decisione tra bettare e checkare. Per la mano che ho credo sia meglio checkare. Voglio tenere Paul dentro alla mano con i progetti peggiori dei miei. Entrambi i range contengono tanti draw. Quindi voglio dominare i loro colori quando si chiudono sul board. Penso di poterli coolerare abbastanza spesso e anche, non penso che abbiano mani migliori di un 6. Non tante almeno. Paul potrebbe avere coppie di 8, di 9 e di 10, ma potrebbe aver messo sotto dopo il raise e il mio call al flop. Quindi non sono mani che può avere sempre.
River
4♣ Wang check, Mateos all-in 385k$, folda Phua, chiama Wang.
Il river mi dà il nuts e ho una decisione difficile da prendere. Al posto di Wang avrei puntato ma nel momento in cui decide di checkare devo decidere se andare all-in o puntare una size più small. Sul momento ho pensato che i range dei miei due avversari contenessero tanti tanti tanti colori, quindi ho pensato che non avrebbero foldato su un mio all-in che in quel momento sarebbe stato il 110% del pot. Quindi le ho messe tutte pensando che non tanti avrebbero foldato un colore qui. Paul ha preso una decisione sofferta, alla fine ha correttamente foldato perché io non ho abbastanza bluff per rendere il suo call profittevole qui. Wang invece ha chiamato con il colore second nuts ma non era molto felice del call anche perché con questa linea girerò il nuts molto spesso. Gli unici bluff che posso avere sono quelli con coppia di assi o con combo con l’asso di fiori. Ma anche con l’asso di fiori non è sempre un bluff perché non sempre in 3-way si segue su quel flop. Per Wang è una decisione davvero difficile. Credo che perda più spesso di quanto vinca ma le odds del suo call sono davvero buone: deve mettere 380k per vincere un milione e mezzo, quindi deve essere buono il 25% delle volte.






