Limitare i danni con overpair: la lezione di Jonathan Little

da | Mar 18, 2026

overpair

Le overpair sono croce e delizia per i pokeristi.

Le coppie più alte delle carte scese sul board, rappresentano infatti una specie di paradosso pokeristico. Di solito, infatti, permettono di vincere piccoli pot.

Ma potenzialmente possono far perdere pot anche grandissimi, in particolare ai giocatori alle prime armi, che hanno poca dimestichezza con le dinamiche del postflop.

Per limitare i danni con overpair ci viene in aiuto un contributo pubblicato da Jonathan Little sulle colonne di Card Player.

Il coach statunitense prende spunto da una mano giocata in prima persona a un torneo live da 1.500$ di buy-in con possibilità di re-entry.

 

Preflop

Nel tavolo 7-handed, su blinds 75-150 con bb ante, un giocatore “che splasha” apre x2 da utg con uno stack di 100.0000 chips.

Little spilla KK e tribetta a 900 (x3 secco) da hijack. Un giocatore sconosciuto ma che sembra competente cold-calla da cutoff. Foldano gli avversari fino a original raiser, che chiama.

Questo per me è un grande spot! Il range di cutoff dovrebbe essere abbastanza forte, ma comunque meno di K-K. Alcuni giocatori fanno l’errore di chiamare con mani che hanno implied odds, come coppia di due, A5 e 109, ma la maggior parte dei giocatori sensati in questo spot chiama con mani forti che vedono come non abbastanza forti per andare all-in. QQ, JJ, TT, 99, AK e AQ.

Anche il giocatore che ha rilanciato da utg probabilmente ha una mano decente, visto che ha rilanciato da early position, ma è difficile capire esattamente quanto il suo range sia largo, o se folderà una parte del suo range sulla mia tribet.

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Flop Q104

Utg checka, Little checka, checka anche cutoff.

Visto che l’avversario su cutoff potrebbe benissimo avere QQ o TT, checko e vedo cosa succede. Non ho il programma di foldare i miei re sulla prima bet, ma se dovesse arrivare una azione movimentata, come una bet di cutoff e un raise di utg, potrò considerare di uscire dalla mano perché sarebbe molto facile essere crushato.

Quando cutoff checka dietro mi sento alla grande con la mia mano e adesso realisticamente mi devo preoccupare solamente dell’avversario splashy da uitg. Da notare come checkare il flop qui non mi porterà a essere outplayato abbastanza spesso, ma potrebbe indurre qualche donna o dieci a pagarmi al turn e al river. Se al turn scende un asso, folderò su ogni bet ragionevole.

 

Turn 3

UTG punta 1.200 sul pot di 3.050, chiama Little, folda cutoff.

Quasi di sicuro ho la mano migliore adesso, ma se rilancio verrò chiamato probabilmente solo da donne forti e mani chiuse migliori della mia, come set e QT. Come al flop, non ho troppa paura di essere outplayato.

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River 7

UTG punta 4.200 su pot di 5.450. Little chiama e perde.

Come al turn, anche al river è un easy call. Molti giocatori piazzeranno una valuebet con ogni top pair, dando per scontato che con le mie mani chiuse migliori avrei sempre puntato al flop o rilanciato al turn. Il mio avversario ‘splashy’ potrebbe anche bluffare mani come AJ o J9.

Da notare che se un avversario vede tanti flop e turn, non significa automaticamente che sia aggressivo. Significa che se mette tante chips nel piatto in un modo aggressivo, spesso avrà la mano forte che sta rappresentando.

Il concetto vale sicuramente in questo caso: l’avversario gira Q10, ma per tanti giocatori questa è una valuebet da fare anche con AQ e QJ. Se il mio avversario avesse puntato small, intorno ai 1.200, allora rilanciare per thin value avrebbe avuto senso.

Nonostante abbia perso questa mano, certamente sarebbe potuta andare peggio se avessi overplayato la mia overpair di forza normale.

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