Lucas Jumalon vince il Main Event WSOP 2026: a 22 anni è campione del mondo

da | Ago 6, 2026

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Lucas Jumalon è il vincitore del Main Event WSOP 2026, prendendosi braccialetto e $10.000.000 dopo aver condotto il final table dall’inizio alla fine. A 22 anni è il secondo campione più giovane nella storia del torneo, dietro al solo Joe Cada.

Lo statunitense è riuscito a guidare il Main Event partendo da chipleader e chiudendo da chipleader in un tavolo finale durato tre giorni, superando payjump che cambiano la vita e avversari che sono pronti a tutto pur di sorpassarti.

Jumalon non ha perso la concentrazione, ha continuato a mettere pressione, non si è demoralizzato quando perdeva un pot, e incassava negli spot giusti. Grazie a questo gioco solido e lineare è stato capace di non perdere mai il comando, fino all’ultima mano che lo ha inserito negli annali del poker.

 

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Il chipleader arriva fino in fondo

Il $10.000 Main Event delle World Series of Poker aveva raccolto 9.208 iscritti. Arrivati agli August Nine, Jumalon aveva 194.000.000 di chips, più del doppio del secondo stack, e dopo i primi due giorni di final table, il ragazzo di Spokane era ancora lì davanti, resistendo alle pressioni di Han Feng e Lauri Saaskilahti.

Alla fine il duello per il titolo è stato proprio tra Jumalon e Saaskilahti, due ragazzi che iniziano ora a scrivere un vero curriculum pokeristico, considerando che il finlandese aveva appena $138.000 di vincite live in carriera, e l’americano aveva concluso gli studi alla Grand Canyon University appena pochi mesi fa. Certo, ora sono già entrambi in top 0,05% All Time Money List!

Saaskilahti ha anche trovato un raddoppio importantissimo con A10 contro A9, con un board adrenalinico – e ancor più emozionante visto il palcoscenico su cui è apparso: AQ496. Il vantaggio passa da parte a parte ma infine il finlandese incassa il piattone.

Ma Jumalon non ha perso la calma.

L’Hero Call che cambia tutto

L’americano apre 8M con Q5 e il finlandese fresco di raddoppio difende J3.

Flop AK4, Lauri check-calla altri 4 milioni per andare al turn J. Anche qui l’action è check-call ma per una size decisamente più alta, 40 milioni.

Il river 6 regala un flush nut a Jumalon – che sogno! – mentre Saaskilahti può contare solo su una middle pair no-kicker, che però in HU non è per forza un fold no-brainer.

Infatti dopo la bet da 180 milioni di Jumalon, il finlandese si è preso lungo tempo per riflettere, consapevole che si tratterebbe di un hero call ambizioso. Eppure, sente di potersi sentire buono e ci prova. 

Così Saaskilahti resta con 34 milioni, mentre l’altro ha oltre 15 volte tanto, 519 milioni.

Successivamente, il finlandese commenterà glaciale: “Ho fatto un hero call, non è andato nella mia direzione questa volta”. Niente male considerando che è una mano chiave da 4 milioni di dollari!

A questo punto la chiusura è solo una formalità. Tre mani dopo Lauri Saaskilahti shova con A-7 e trova il call con K-6 di Jumalon e il futuro campione del mondo troverà un 6 al turn e un altro al river per un trips runner runner che lo incorona campione.

 

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Il risultato finale

Lucas Jumalon diventa così il campione del Main Event WSOP 2026, ottenendo il braccialetto più appariscente e importante di un intero anno di poker intorno al globo, affiancato da un primo premio da dieci milioni di dollari che parla per sé.

Curiosamente, Jumalon è il primo chipleader del tavolo finale a vincere il Main Event dai tempi di Koray Aldemir nel 2021. Inoltre continua una streak di vittorie americane che prosegue dal 2023.

Posizione Giocatore Nazionalità Premio
1 Lucas Jumalon Stati Uniti $10.000.000
2 Lauri Saaskilahti Finlandia $6.000.000
3 Greg Mueller Canada $3.750.000
4 Michael Gagliano Stati Uniti $2.750.000
5 Han Feng Stati Uniti $2.250.000
6 Rami Hammoud Canada $1.750.000
7 Jamie Shaevel Stati Uniti $1.500.000
8 Mario Boos Francia $1.250.000
9 Evagoras Evagorou Cipro $1.000.000

 

Il rail, la laurea e dieci milioni

Durante il final table Jumalon aveva un rail importante, con famiglia, compagni di università e alcuni professionisti, tra cui Patrick Leonard, che lo ha aiutato nella preparazione.

I suoi amici intonavano “GCU” – Grand Canyon University – dalla tribuna, mentre sua madre Robin, che aveva insistito perché concludesse prima gli studi, assisteva al momento in cui suo figlio trasformava una laurea in business administration nel miglior biglietto da visita possibile.

E adesso? Jumalon ha detto che gli serviranno un paio di giorni per decidere come gestire i $10.000.000, promettendo di non fare nulla di troppo avventato. Una premessa incoraggiante, considerato che il poker sa dare molto in fretta e prendere altrettanto in fretta a chi non è abbastanza prudente. E a 22 anni il rischio è un po’ più grande.

Ma questo non è il momento di preoccuparsi del futuro, è il momento di godersi e festeggiare il presente: il ragazzo ha appena ottenuto il massimo riconoscimento del poker, un conto in banca a otto cifre e la soddisfazione di aver messo in fila 9.207 avversari, con un braccialetto che glielo ricorderà per sempre.

Potete solo immaginare la gioia? Perché lui stesso non la sa spiegare. 

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