Una vittoria nel segno del più grande e amato di tutti, Diego Armando Maradona. Potrebbe sembrare una forzatura e in alcuni passaggi potrebbe esserlo per davvero, ma il successo ottenuto ieri sera dal Napoli contro il Leicester ha la forma e la sostanza di una partita che non poteva finire con un risultato diverso. Soprattutto per il modo in cui è arrivata questa affermazione fondamentale per la stagione.
Gli azzurri venivano infatti da alcuni risultati sconcertanti, sia per il punteggio emerso dalle ultime gare che per il gioco espresso. Basti pensare alla partita persa sabato in casa contro l’Atalanta, in cui sono emersi i chiari limiti di un organico fortissimo nell’undici di partenza ma poco profondo. Quella scarsa profondità di organico che ieri sera, al “Maradona”, non si è vista.
Anche perchè a conti fatti le Foxes sono state stese dalle cosiddette seconde linee.
Napoli spinto dai rincalzi
La prima rete è un autentico gioiello di Adam Ounas, talento cristallino che in azzurro non ha avuto modo di sbocciare, chiuso com’è da giocatori di altro calibro come gli azzurri Politano e Insigne. Il suo timbro è stato fondamentale perchè ha consentito ai partenopei di giocare una partita meno contratta e tesa, ma più volta al gioco arioso. E poi ci ha pensato Eljif Elmas, il jolly di centrocampo che tutti gli allenatori vorrebbero avere.
Il centrocampista macedone (occhio a lui nel playoff di marzo per la Nazionale) ha segnato due gol di un peso specifico incalcolabile. Soprattutto il secondo, arrivato dopo la rimonta messa in atto dalla formazione inglese, capace di ribaltare tutto prima della fine del primo tempo. La rete del 3-2 è servita anche per stroncare i sogni di vittoria degli uomini di Rodgers, che con quel pareggio sarebbero andati avanti a discapito proprio del Napoli.
Invece il segno del Pibe de Oro e la capacità dei rincalzi di farsi trovare pronti hanno spinto gli scugnizzi avanti. Ora c’è da pensare a un playoff da affrontare al meglio, confidando nel recupero dei big che per qualche giorno staranno ancora a guardare.






