Perchè l’assenza degli europei alle WSOP sta agevolando gli americani

da | Ott 19, 2021

anthony zinno storie

Le World Series of Poker sono tornate e non potremmo essere più felici di così. Da ormai quasi tre settimane stiamo seguendo con grande attenzione una delle edizioni più attese della più grande kermesse di poker live. Se non altro perchè erano più di due anni che non vedevamo volare le carte tra i tavoli del Rio All Suite Hotel and Casino, la cui storia d’amore con i ‘mondiali’ potrebbe essere giunta al termine.

E allora ecco che stiamo assistendo a una grande edizione delle WSOP, anche se in parte viziata dalle regole anti-Covid ancora in vigore negli Stati Uniti. In particolare quella che vieta l’ingresso nella nazione a chi non vi risiede e arriva dall’Europa e da altri particolari Stati. Una situazione che, almeno in apparenza, sta favorendo in buona sostanza i giocatori americani.

 

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Gli europei e giocatori provenienti da altre parti del mondo sono così sfavoriti? Andiamo a vedere facendo un confronto rapido.

Americani in rampa di lancio

Al termine dell’edizione del 2019 – l’ultima disputata nella storia delle WSOP – sono stati esattamente 100 i giocatori capaci di portare a casa un braccialetto. Di questi ben 44 (quasi la metà) provenivano da altri Paesi, compreso il vincitore del Main Event Hossein Ensan. Una situazione che chiaramente non si sta ripetendo quest’anno, in cui sono proprio gli americani a fare incetta di braccialetti e piazzamenti.

Ce ne stiamo accorgendo con gente come Anthony Zinno che ha già portato a casa due titoli, ma anche con Phil Hellmuth. Di certo l’exploit del Poker Brat non è legata alla nazionalità dei suoi rivali, visto che quattro Final Table in 15 giorni non si fanno per caso. Tra le altre cose, tra le quattro doppiette messe a segno due anni fa solo una, quella di Dash Dudley, è a stelle e strisce.

 

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Una situazione che ovviamente si riflette nell’entità dei field di ogni torneo fin qui disputato alle WSOP. Naturalmente c’è una fetta decisamente maggiore di players “nativi” che spinti dalla grande voglia di tornare a giocare hanno popolato i tavoli del Rio. Ma al tempo stesso l’assenza di giocatori europei (o comunque della maggior parte di loro) sta portando a un calo drastico di presenze negli eventi.

La data dell’8 novembre, quella in cui le frontiere degli States si apriranno anche per gli stranieri, è sempre più vicina. Noi non vediamo l’ora che arrivi, anche per capire se avremo avuto ragione oppure no.


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Photo credit: WSOP.com

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