Il solver dei tell: la AI per il body language del poker

da | Apr 22, 2026

ai body language solver tell

L’intelligenza artificiale oggi sembra potenzialmente capace di qualsiasi cosa: perché non può risolvere il fattore tell nel poker?

Questo è ciò che si è domandato Luke Geel, ingegnere AI per l’Air Force statunitense e appassionato poker player, che ha costruito un progetto che ha richiamato subito l’attenzione dei colleghi di Poker.org.

 

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Come ingegnere AI ho un interesse naturale nelle sue applicazioni, e come poker player sono sempre alla ricerca di un modo per migliorare.

Recentemente ho letto libri di poker su come notare e interpretare tell fisici e verbali, e la mia mente si è subito chiesta: l’intelligenza artificiale può essere utile in questo? 

Sto costruendo un prototipo di un software capace di osservare i giocatori e analizzare l’informazione che trasmettono con il loro comportamento fisico. Può aiutare a notare leak che non hai mai saputo di avere.

L’esempio fornito da Luke su Poker.org:

 

L’AI che legge il body language

Luke spiega di aver centrato gli studi su Nik Airball, esclusivamente perché è un giocatore che ha passato molte ore ai tavoli televisivi e ha uno stile di gioco incline al bluff. Il mix perfetto per avere molti dati utili.

Il programma guarda lo stream, comprendendo le carte, il board, l’action, le size, e soprattutto focalizzandosi sul giocatore inquadrato.

Analizza come si muovono le mani, cosa fa la sua bocca, la sua espressione, dove guardano i suoi occhi, e anche se sta parlando e cosa sta dicendo.

Raccoglie letteralmente più dati possibili per capire se stia bluffando o meno, ma non solo: anche se quel bluff è un “ho un buon draw” o “ho una mano buona ma non buonissima”. 

Analizzati tutti i dati, il software dovrebbe imparare a capire i tell specifici di Nik Airball. 

 

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L’etica di un solver per i live tell

Luke Geel è un esperto nel suo campo, ma non ha dovuto ricorrere a enormi computer quantistici. Ha creato questo prototipo dal suo MacBook.

Ora, il dibattito si trasferisce all’etica di questo progetto. Chi non sarebbe spaventato di incontrare un computer capace di leggerlo come un libro aperto? Come può essere accettabile una cosa simile?

Sarei sorpreso se nessuno avesse nulla in contrario. La maggior parte delle AI ha effetti indesiderati, o almeno alcuni utilizzi potenzialmente negativi.

Se giochi a poker for fun, non dirò che questo software rovinerà il gioco, ma sicuramente non aggiungerà nulla e non lo renderà più divertente.

Ma puoi mettere nello stesso calderone anche i solver. Hanno fatto avanzare il gioco, l’hanno reso più complesso, ma se giochi per divertirti non l’hanno reso più piacevole.

Luke fa notare che i tell esistono da quando esiste il poker, e nel passare del tempo hanno avuto sempre più supporti esterni, tra libri e coaching di pro esperti.

In quei casi chi ne usufruisce ottiene un vantaggio, ma non è ingiusto se tutti hanno la possibilità di accedervi. Questionabile rimane il fatto che alcuni corsi possono costare centinaia di dollari e non essere alla portata di tutti.

 

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Ma in fondo è lo stesso discorso che si può fare con il coaching. Troveresti ingiusto giocare contro un player coachato dal migliore al mondo?

Insomma, secondo Geel il problema non è l’esistenza di questo software, ma in altri “side pot”.

Consenso

Uno tra i principali è il consenso di chi viene preso di mira per lo studio. C’è chi va spontaneamente in tavoli televisivi come Nik Airball, chi non vorrebbe ma ci finisce per esempio in una deep run a un Main Event, e nell’epoca del vlogging puoi essere facilmente ripreso da uno smartphone di un tavolo a fianco.

Secondo l’ingegnere, questo non dovrebbe disincentivare la gente da giocare in streaming, visto che le WSOP hanno manifestato curiosità su questo suo progetto per il coverage di questa estate.

RTA

La preoccupazione che tutti abbiamo avuto riguarda l’utilizzo di questi software in tempo reale.

Geel non vede grande differenza tra questo programma e un normale solver, o guardare note, parlare con un coach o leggere un libro, fintanto che viene usato tra una sessione e l’altra come strumento di studio.

Gli stessi strumenti dell’esempio qui sopra non sono comunque consentiti durante una partita. Qui è il confine tra preparazione e cheating.

I giocatori hanno la responsabilità di prepararsi. Gli operatori hanno la responsabilità di mettere dei paletti e regole per prevenire il cheating.

Questi limiti sono sufficienti ad affrontare la nuova onda di strumenti AI che questa idea rappresenta? O la prossima? Non lo so, non sono un operatore di poker. Ma se lo fossi, comincerei a cercare qualcuno come me.

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