Andrea Iocco: “Il mio anello WSOPC e l’hero call al Final Table di Rozvadov”

da | Gen 9, 2026

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Un bel modo di inaugurare il 2026 del poker live, con la vittoria di Andrea Iocco al Mini Main Event delle WSOPC al King’s di Rozvadov! Un bell’anello al dito di un player italiano che ha incassato €62.000 superando un field impegnativo da 1.602 entries.

Andrea è un player e coach affermato, che ha aiutato molti dei grinder di cui abbiamo narrato le imprese su queste pagine. In questa intervista ci racconta il suo torneo, dal primo bullet fino al notevole hero call con 5-3 al final table, e come alla fine è riuscito a vincere il primo WSOP ring della sua carriera. Buona lettura!

 

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Andrea Iocco racconta la vittoria WSOP-C

Andrea, benvenuto su Grinderlab! Iniziamo dal racconto della vittoria: come è andato il torneo?

Il torneo è partito male, i primi tre bullet sono andati male, nonostante io abbia performato abbastanza bene. Mi sono qualificato all’ultimo flight turbo la mattina, iniziando alle 11:00.

Lì è andato molto molto bene, perché mi reputo uno che sotto pressione performa meglio. Dicevo al mio amico che è venuto con me che, diciamo, più Day 1 fai e più uno dovrebbe aggiustare il tiro, no? Sul tuo gioco, sugli avversari, sul field.

E quindi l’ultimo flight solitamente lo gioco sempre meglio. Lo vedo succedere anche agli altri, quindi non dovrebbe essere un caso che nell’ultimo flight il giocatore più esperto probabilmente ha la meglio, perché sotto pressione performa meglio. Questo è il mio punto di vista.

Ho passato il Day 1 senza andare a showdown, molto bene, senza grossi rischi, nonostante fosse un turbo.

Il Day 2 sono partito con uno stack buono e, per dire la verità, non me lo ricordo tanto, devo fare ancora mente locale. Comunque il Day 2 è partito 20 minuti dopo la fine del Day 1.

È andato bene. Ho giocato fino a 24 left, quindi ti lascio immaginare: da 180 rimasti a 24 dopo aver giocato il Day 1. Ho giocato bene, ma i colpi li ricorderò più tardi, io sono così: la mente si ricorda i colpi dopo.

E il Day 3 come è andato?

Il Day 3 è stato duro all’inizio perché ero, se non sbaglio, a metà classifica, tipo 12°, 11°. Sono capitato al tavolo con il chip leader e con altre due buoni reg e sono partito male: sono sceso da 2,3 a 1,8 milioni in due orbite. Ho fatto due aperture dove sono stato 3-bettato e un pot BVB dove ho perso.

Poi ho giocato un bel colpo contro il chip leader. Lì ho fatto double up. Io avevo A-A da BTN, lui aveva 7-8s da BB e lui praticamente mi ha spewato due street.

Dopodiché sono salito e ho vinto un flip molto molto importante con un tedesco: io apro, lui 3-betta, io shovo e il mio QQ regge.

Poi mi hanno spostato a un tavolo più semplice, e da lì è stato tutto abbastanza in controllo fino ad arrivare al tavolo finale dove mi sono presentato top 3, se non sbaglio.

 

Il Final Table

Il tavolo finale è stato teso, giusto?

Il tavolo finale è stato bello teso, per me è stato il primo tavolo finale importante al King’s. Al tavolo c’erano due italiani che non conoscevo, però ci avevo giocato prima. Con Trippi avevo perso due grossi spot al river, tutti e due giocati meglio da lui, anche se i miei hero call erano, diciamo, tirati, ma probabilmente con tanti motivi giusti.

Io penso che quando hai dei motivi giusti, tu debba fare quell’azione. Poi si può rivelare giusta o sbagliata, ma senza colpevolizzarti troppo.

Fortunatamente quei grossi colpi non hanno intaccato troppo lo stack perché, per fortuna, avevo fatto altre cose buone. Salire di stack serve anche a quello, a sopperire qualche colpo grosso perso, in modo tale che tu possa comunque stare nel gioco. Fa parte anche un po’ della strategia.

E al tavolo finale ho fatto un fold importante dove il chip leader apre, bottone 3-betta, chip leader copriva entrambi e io da small blind ho deciso di foldare J-J con 32x. Anche se il bottone era un giocatore tedesco molto molto loose, ho percepito forza del suo range e sono stato fortunato perché poi avrei trovato Q-Q e A-K e sarei uscito sicuramente.

Questo giocatore era poi lo stesso del colpo contro con 5-3 contro lui che aveva 9-10.

 

L’Hero Call che svolta il torneo

Ah sì, parliamo della mano più importante: l’hero call con 5-3.

Quello è stato un hero call molto importante. Alla scelta del call in sé ho messo anche il carico psicologico che quel colpo avrebbe dato nel proseguo del torneo. Infatti dopo quell’call ho preso veramente controllo del tavolo e diciamo che il chip leader si è abbastanza spento. Fa parte anche questo del gioco.

È stata una bella mano dove io difendo 53 off, lui checka flop su QQ2, turn 3, io betto, lui raisa, io chiamo. River 6, io checko, lui betta forte 4 milioni e mezzo e vado in the tank.

Ho quattro time bank. Ho capito che quel momento era cruciale, quindi li ho usati. E lì c’è anche la strategia di usare i time bank, di tenerli nel momento giusto e soprattutto capire quand’è il momento giusto.

E il call è andato bene: lui aveva 109, ha giocato un po’ da pazzo. Hanno influito ovviamente l’history, la pressione ICM, anche qualche tell, l’esperienza e insomma la sicurezza di sé per fare quel call in quel momento.

Passiamo all’Heads up?

Heads up ero partito bene, da 2:1 a 3:1, e poi mi ha recuperato il giocatore cinese, molto bravo. Ho rivisto anche tutto lo streaming: mi ha fatto anche un bel contro-bluff al river dove io lo bluffo, lui mi contro-bluffa all in con sei alta. Devo dire un giocatore molto solido e creativo, quindi probabilmente è un onliner, perché live non gli dava grossi score. Probabilmente un giocatore online cinese oppure un giocatore locale in Cina, non so. Comunque non mi sembrava così inesperto.

E fortunatamente ci siamo giocati un flippone – 6-6 contro K-Q – lui, io limpo, lui raisa, io shovo, lui chiama – e flip importante che ha spostato un sacco.

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La biografia pokeristica

Parliamo un po’ di te per chi non ti conosce: come hai iniziato nel poker?

Io ho iniziato con questo gioco tramite un amico che mi ha fatto vedere all’università, che mi ha fatto conoscere questo gioco… e anche con la PlayStation: c’era un gioco WPT – e già lì era molto competitivo, nonostante non fosse a soldi.

E poi i circoli della città, della regione: mi sono fatto le ossa nei circoli. Secondo me è un po’ come il giocatore che cresce per strada – è molto importante andare per step. Quindi lo facevo ai sit and go da 1, poi da 5, ho sempre fatto le cose per bene. Ricordo studiavo su PokerStrategy dove mettevano tanti articoli tecnici e sono migliorato lì.

Ho iniziato a lavorare, però nel frattempo facevo anche questo, e poi ho capito che la passione era troppo grande e ho intrapreso questa strada. L’inizio non è stato facile. Comunque quando emergi da un paese piccolo nell’Italia centrale, diciamo che non è facile spiegare quello che fai. Per fortuna il mio carattere mi ha aiutato ad andare avanti e a seguire il mio istinto fino a che mi sono trasferito nel 2016 a Nova Gorica per provare l’esperienza del .com, dopo aver abbastanza battuto il .it.

Sono stato lì 5 anni e ho frequentato molto il Casinò Perla e tanti circuiti. E da lì, insomma, è stato un bel cammino. Mi reputo un giocatore completo, sia cash che tornei. Sono coach MTT mid stake.

 

Progetti futuri

Ultime domande: come stanno andando le cose online e i tuoi progetti pokeristici per il futuro?

Gli score più importanti li ho avuti live. Online, lo dico da sempre, è una palestra – una palestra dove aggiornarti, allenarti, ed è molto competitivo. Diciamo che i progetti futuri sono: aumentare l’ABI, restare sempre aggiornato e provare qualche circuito un po’ più importante in futuro, e stare sempre coi piedi per terra.

Poi ho anche il canale YouTube, dove ho la passione per i podcast: ho già fatto qualche bel podcast molto interessante. L’obiettivo è quello di condividere profili interessanti e storie interessanti e di mandare sempre messaggi puliti. Sono alla ricerca di nuovi profili interessanti con cui fare una chiacchiera, io la chiamo così, o un’intervista, anche se non sono un giornalista.

E visto che abbiamo condiviso questa passione di Andrea, ne approfittiamo per proporvene un estratto:

 

Photo credits: Eurorounders.com

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