Azione estrema tra top reg al Main Event WSOPE che ha visto la vittoria di Simone Andrian.
Al day 3 del torneo, in una mano contro Enrico Camosci, la leggenda dei tornei online Niklas ‘Lena900’ Astedt ha riscritto le regole del ‘pot committment’ con una azione che devia pesantemente dallo standard.
Anche se, in realtà , andare “quasi all-in” sembra la nuova moda degli ultimi tempi ai livelli di gioco più alti.
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Quando lo standard è il fuori standard
Day 3 del Main Event WSOPE con il torneo al diciassettesimo livello di gioco su blinds 6.000/12.000 con bb ante.
La action è nota a partire dal flop J♥10♠7♠, quando in mezzo al pot ci sono 150.000 chips ed entrambi i protagonisti della mano checkano.
Non conosciamo purtroppo la action preflop, che a giudicare dall’entità del piatto deve essere stata frizzante: probabilmente Camosci ha aperto da utg e Astedt ha tribettato da big blind ricevendo il call dell’italiano.
Sul 2♠ turn Astedt betta 115.000, Camosci chiama.
Al river scende un 7♥ e Astedt punta 190.000 per restare con dodicimila chips dietro, un buio esatto. Committato al cubo, si potrebbe pensare.
Invece il leggendario svedese sul push di Camosci snap-folda!
Aveva ragione ‘Lena900’?
In pratica a quel punto ‘Lena900’ rinuncia a mettere le sue ultime dodicimila chips in un piatto che è di 772.000. Le pot odds del call sono assurde: il punto di breakeven per lo svedese è al 1,5%!
Ma dopo quella sua action estremamente committante seguita dal push di Camosci, evidentemente Astedt sa di non essere mai buono. Da qui il fold che a chi segue l’ortodossia del poker può sembrare anche una mossa scriteriata.
Invece ‘Lena900’ è riuscito a far fruttare bene il misero buio rimastogli al termine della mano contro Camosci. Poco più tardi, allo stesso livello di gioco, le dodicimila chips di ‘Lena900’ sono diventate novantamila, di cui lo svedese mette al centro del tavolo sessantamila da utg con A♥4♦.
Dopo il fold generale la parola arriva a Stanislav Zegal da big blind, che dopo un minuto annuncia l’all-in per lo snap call di Asted con le sue ultime trentamila chips.
Il tedesco gira A♣9♦ e parte dunque favorito, ma il board 7♠5♥3♦10♦2♠ dà scala ad Astedt che dunque sale a duecentomila chips, più di 16bb.
Di fold in fold ‘Lena900’ assiste allo scoppio della bolla e dopo essere rimasto con un buio approda in the money. Al successivo livello di gioco, blinds 8.000-16.000 con bb ante, lo svedese mette le sue ultime cinquantottomila chips in mezzo al tavolo con A♦10♦.
Da grande buio per pot odds chiama Roman Hrabec con 10Χ2Χ ed elimina Astedt grazie a un trips di due. La 98° posizione finale vale allo svedese 20.900€.
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Ma cosa avevano ‘Lena900’ e ‘Camosch’?
Volendo tirare a indovinare le carte dei due protagonisti della mano, saremmo pronti a scommettere che Camosci, dopo la bet ultra-committante di ‘Lena900’, sia andato all-in con un punto close to nuts.
Se la action preflop si è svolta come abbiamo immaginato sopra, ossia che il bolognese ha flattato IP la tribet dell’avversario da big blind, una coppia di jack o una coppia di dieci sono combo che possono rientrare perfettamente nel range di Enrico.
Dal punto di vista di ‘Lena900’ sono possibili davvero tante combo, a iniziare da overcards QΧQΧ–KΧKΧ–AΧAΧ. Ma quando c’è lo svedese di mezzo non si può mai sapere…






