Charlie Carrel: “Arrestato per droga. Da 8 anni non posso entrare negli USA!”

da | Feb 19, 2026

charlie carrel maria ho

Vi siete mai chiesti perché l’ultima apparizione di Charlie Carrel alle WSOP risalga a quasi dieci anni fa? Il motivo lo spiega lui stesso nell’ultimo video pubblicato su YouTube.

Se conoscete il pro inglese, saprete delle sue inclinazioni fricchettone e soprattutto che non prende mai niente troppo sul serio. Infatti anche questa storia viene raccontata in modo divertente – e parte del casino nasce proprio dal suo trolling contro una guardia carceraria

 

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Le sostanze

Charlie Carrel non perde tempo e subito nei primi secondi spiega:

Sono stato arrestato in America e sono stato bannato dall’America. Attualmente non ho il permesso di entrare negli USA, a meno che – credo – io passi per il confine sud… ah no, ora c’è Trump. Sono fregato!

Il vostro ragazzo Charlie, assumeva ciò che è conosciuto con il nome di droga.

Carrel sottolinea che gran parte del suo successo nel poker viene proprio dal periodo in cui sperimentava diverse sostanze. Anticipiamo subito una precisazione che farà successivamente nel video – ci sembra il momento migliore:

Per favore non prendete droghe. Rovinano il corpo e rovinano la mente, davvero. È stato un grande punt [termine pokeristico che indica un grosso errore che risulta in una grossa perdita].

Genuinamente, rovina la tua vita, non lo fare. Scombina la salute, i denti, lo stomaco. In quei giorni riuscivo a malapena a formulare una frase!

Insomma, Charlie racconta di essere andato a un party di Capodanno, con una valigetta che conteneva delle droghe comprate sul dark web.

Ovviamente questi racconti sono solo supposizioni, esclusivamente per intrattenimento, nel caso la giustizia voglia usarli come prove. Tranne la parte in cui sono stato preso dalla polizia, quella direi che è registrata.

 

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L’arrivo in USA

Sei mesi dopo Carrel è di nuovo in viaggio, e atterra negli USA. Trump era appena diventato presidente, e la sicurezza aeroportuale era diventata più rigida con gli stranieri “Sono ancora arrabbiato! Non intendevano me, non intendevano gli inglesi, ma dovevano per forza essere non-discriminatori!”

In breve, perquisiscono la borsa di Carrel. Tutti scherzano e fanno battute sulle vitamine e simili, finché non salta fuori un barattolo con quattro pillole rosa – rimaste in valigia da quel party – che riporta tutti alla serietà.

Carrel non conosce la gravità di questa situazione in USA, né se ci fosse ancora qualcosa in valigia. Si comporta nel modo più collaborativo possibile, e cerca di portarli un po’ dalla sua parte ricordando che l’MDMA è d’aiuto ai veterani di guerra. Sembra che la sicurezza si ammorbidisca. 

Il pro inglese risponde a tutte le domande, spiega delle crypto con cui ha comprato le sostanze e che il border control non conosce. Mostra i suoi wallet, le guardie appuntano tutti i codici (“Andava benissimo mostrare queste informazioni, posso sempre fare un altro wallet. Ma voglio essere onesto e giocare secondo le regole”).

Chiedono quanti soldi ci fossero nel wallet, e Carrel risponde “Circa 600k in bitcoin”. La risposta è scettica: “Non sono veri soldi, no?” e dopo un po’ di botta e risposta increduli, chiedono come facesse ad avere tutti quei soldi, e Carrel li invita a googlare il suo nome.

Vogliono rispedirlo in UK, ma prima devono finire di guardare la valigetta. Carrel ricorda di aver comprato anche una grossa quantità di un’altra sostanza (inizia con la “S”, ma è stata censurata), presa esclusivamente per migliorare le prestazioni a poker. È qui che sottolinea che sì, funziona, ma rovina la tua vita ed è una scelta negativa.

Charlie annuncia che potrebbero trovare qualcos’altro, lo zittiscono e non trovano nulla. Dicono che essendo stato collaborativo lo rimanderanno a casa, ma se avessero chiamato la polizia sarebbero stati almeno 3 anni di carcere. Carrel non ha mai verificato.

 

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La detenzione e la provocazione

Visto che il prossimo volo era l’indomani, decidono di arrestarlo per una notte, in una specie di carcere di detenzione temporanea.

Così ho potuto sperimentare i pro e contro delle carceri in America e… ragazzi se è interessante!

Ero con i miei vestiti addosso, c’era una ragazza che faceva cose strane, sexy, seducenti. Vero comportamento psicotico, bellissimo.

Per tutta la notte avevano queste luci fluorescenti accese, e a un certo punto una guardia si è davvero molto infastidita con me.

Charlie spiega che reagisce alle situazioni di stress aumentando di molto il suo humor “Non c’è situazione troppo seria per una battuta, secondo me”. Sapendo che sarebbe uscito il giorno dopo ha cominciato a trollare questa guardia con frasi tipo:

Per curiosità, se donassi dei letti più comodi a questa prigione li accettereste?

Se volete trasformare queste persone in persone migliori, magari non dovreste torturarli costantemente.

E rispondendo a tono ogni volta che la guardia reagiva con frasi come “Mi stai dicendo come fare il mio lavoro?”.

 

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Questa persona molto aggressiva, che a detta di Carrel meritava tutto e di più, lo porta in un’altra stanza e lo invita a spogliarsi. Entrambi scherzano – chi divertendosi e chi con il tentativo di umiliare – sulla puzza di Carrel.

Gli viene chiesto di piegarsi in avanti e tossire, per cercare se ci fosse qualcosa di nascosto… o per punizione. Carrel ride tutto il tempo.

Gli danno una veste arancione, lo spingono in una cella comune, dove i compagni di galera lo informano che sta spingendo troppo, e che questa guardia era anche gentile. Altre avrebbero potuto davvero fargli del male.

Carrel sembra più turbato dalle luci accese di notte che dal resto. Stringe amicizia con i galeotti “persone interessanti” a cui offre anche il suo cibo, visto che era disgustoso.

Il giorno dopo lo accompagnano in aeroporto, dove gli tolgono le manette. E lì viene riconosciuto da un fan che gli chiede un selfie, lasciando le guardie un po’ perplesse.

Ora sono in questa situazione. Sono passati – non so – otto anni? E ancora non posso tornare in USA. Crimini peggiori costano due o tre anni di carcere, ma per quattro pillole io non posso rientrare.

Dovrei provare qualche altra soluzione di visa, non ho fatto tutto ciò che era nelle mie capacità in effetti. Ora che ho ripreso a giocare di più, per Vegas dovrei provarci.

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