In questa annata di World Series Of Poker, Daniel Negreanu ha vinto il suo ottavo braccialetto in carriera, ottenendo il suo quarto miglior risultato nei tornei live: un primo premio da $2.257.718 al Pot Limit Omaha High Roller da $100.000.
DNegs ha ottenuto la vittoria dopo un Heads Up con Artur Martirosian, confermando una streak insolita: non ha mai perso un HU di PLO finora! In effetti, Daniel ha ripetuto spesso che l’Omaha è il suo gioco, e in questa intervista rilasciata a Poker.org rinnova il pensiero e approfondisce i perché.
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Il PLO è roba mia
Penso che la sommatoria di questa estate sia questa: il PLO è roba mia. Penso di aver fatto ITM in otto tornei PLO, è senza dubbio da dove arrivano i miei più grandi risultati.
E quando gli viene chiesto dei re-entry, possibilità di cui Daniel in passato ha anche abusato, risponde così:
Solo uno. C’era solo un torneo, il $25.000, in cui ho dovuto rientrare. Tutto il resto era one bullet.
Omaha gioco adatto a chi ama il post-flop
Quando Daniel parla di PLO, lo descrive come la variante che più di tutte si confà al suo stile di gioco. Il motivo, come sta per spiegare, è che a suo avviso è un gioco che si tuffa direttamente nel post-flop, meccanica sulla quale Negreanu si è concentrato per tutta la vita.
Lo descriverei così: preflop, quando giochi NLHE, puoi fare alcuni errori enormi. Nel PLO non puoi, perché le equity viaggiano molto vicine.Â
Il mio genere di errore in PLO non è re-raise, four-bet o simili, ma solo giocare troppe mani, che è ok. Non vieni punito tanto quanto nel No Limit, perché l’anima del gioco si tiene post-flop.
Un tizio ti 3-betta in PLO. Quindi? Chi se ne frega? Sono felice, andiamo!
Vediamo un esempio:
Ok, diciamo che ho rilanciato da cutoff con 8653 e il BB fa pot. Let’s go buddy! Sono carico perché, di nuovo, le equity saranno vicine.
Ho sempre sentito che nel NLHE post flop le mie skill di lettura sono molto migliori che al preflop. Non ho mai lavorato davvero nel preflop nel No-Limit, lo odio. Non mi diverte il preflop del No-Limit Hold’em.
Certo, deep stack puoi aggiungere qualche limp nl tuo gioco, ma nel PLO “limping is pimpin” per davvero. Molte mani e spot vedono i limp come corretti, e ci sono tanti pot multiway. Cambia le dinamiche in così tanti modi!
Ma quindi… il PLO è un gambling con quattro carte?
Penso che la gente abbia capito questo gioco al rovescio. Il PLO è gambling? Al contrario! Nel PLO hai molto più controllo di quello che hai nel NLHE.Â
Certo, a volte vieni coolerato, e devi mettertela via. Ma è una cosa vera anche nel NLHE. AK contro QQ, le metti in mezzo.
A volte devi metterle preflop, ma l’ammontare di controllo che hai nel PLO è 5:1 comparato al No-Limit Hold’Em.Â
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Il record di Heads Up vinti
Passiamo al match contro Martirosian. Daniel si è palesemente divertito molto, anche stuzzicando l’avversario.
Divertente, quando eravamo Heads Up gli ho detto che non ho mai perso un HU in PLO. Ho vinto oltre $1.000.000 in cash game, ho vinto ogni torneo PLO in cui sono arrivato Heads Up.
E Artur ha detto “Nemmeno io ho mai perso un Heads Up PLO.” Quindi uno di noi doveva perdere quel record. Sono stato abbastanza fortunato di non essere io, ma Artur è un avversario duro.
La chiave della vittoria è stata che in Heads Up Artur era in una brutta situazione perché aveva completamente finito i time bank.Â
Il PLO è un gioco complesso, dove vuoi fare hero call al river. Quindi per i nerd della teoria del gioco, quando pensi alle combinazioni di value e di bluff del tuo avverario nel NLHE devi pensare solo a due carte.
Nel PLO ce ne sono quattro. Devi provare a far andare queste computazioni nella tua mente. So come ragiona Artur, sapevo che 30 secondi in molti big spot non sarebbero stati abbastanza per fargli fare Hero Call.Â
Infatti ho adattato la mia strategia. Dovevo andare forte in quei big spot. Ce ne sono stati un paio dove, se avesse chiamato, il torneo sarebbe finito, e io sarei stato secondo.






