Quando Charlie Carrel pizzicò in bluff la Gilmartin. Merito del linguaggio?

Lug 14, 2021

Quando Charlie Carrel pizzicò in bluff la Gilmartin. Merito del linguaggio?

Se seguite il poker da qualche anno, quella che riprendiamo oggi è una mano che probabilmente conoscerete: Charlie Carrel contro la bella Lynn Gilmartin all’EPT Barcellona nel 2015.

L’esito della giocata non sorprende molto: Charlie Carrel è un noto pro con quasi 10 milioni di vincite solo nel live, mentre Lynn Gilmartin nonostante sia molto legata al mondo del poker non può definirsi una giocatrice più che amatoriale.

Oltre al bluffcatch, sempre bello da vedere, quello che colpisce sono le dinamiche sociali al tavolo e le tecniche psicologiche utilizzate.

 

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Charlie Carrel vs. Lynn Gilmartin

Preflop: Charlie (30.800) apre 5.000 su blinds 1.200/2.400, Lynn chiama da HJ.

Flop: 7♠9♥10♠ (Pot 16.000) – Check to check

Turn: A♠ (Pot 16.000) – Ancora check, Lynn bet 7.500, chiama Carrel

River: 6♦ (Pot 31.000) – Terzo check dell’inglese, Lynn Gilmartin punta 20.000, praticamente mettendo ai resti Charlie, che dopo un po’ decide di chiamare.

Carrel: Q♦10♦
Gilmartin: K♣J♣

Alleghiamo il video, perché in questo spot parole e tell sono l’elemento differenziante:

Perché le parole e le azioni sono state importanti

Nello sviluppo della mano Carrel si mantiene molto “freddo”, seppur sempre sorridente. Guarda l’avversaria negli occhi a caccia di informazioni senza trapelarne alcuna dal lato suo.

Lynn viceversa maschera tutto ciò che rischia di esprimere ridendo sempre con grande (e sincera, specificano i cronisti) gioia. Bisogna specificare che la Gilmartin è un’attrice e può essere in grado di depistare le analisi di linguaggio non verbale e paraverbale.

Ci sarebbero molti elementi da poter prendere in considerazione, ma il momento della svolta è quando, dopo il push della ragazza, Carrel le chiede:

Qual è il cognome da nubile di tua madre? 

No, non stava cercando di hackerare la password di Facebook di Lynn. Si tratta di una domanda mirata, che proveremo ad analizzare anche se sicuramente ci sarà dietro più di quanto noi possiamo capire.

Un primo motivo per fare una domanda simile è interrompere gli schemi di Lynn, per distrarla da qualunque sistema di deception fisica. Possiamo notare infatti come subito dopo il suo volto faccia trapelare molti segni di nervosismo.

 

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Un altra possibilità è che quella domanda sia mirata a vedere come si comporta Lynn quando fornisce una risposta sincera, così da poter confrontare i segnali delle altre risposte e inquadrare più facilmente le menzogne.

Avanzando di qualche secondo, anche la frase detta da Lynn potrebbe averla un po’ tradita. Charlie dice “Sono confuso, cosa puoi avere?” e la Gilmartin “Sono una ragazza, noi confondiamo sempre voi ragazzi non è vero?

“Questa è una cosa che un bluff potrebbe dire, penso” 

E arriva il call decisivo. Se affrontate qualcuno come Charlie Carrel state molto attenti ad ogni segnale che inviate, anche il più piccolo. Potrebbe fare davvero la differenza.

 


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Photo Credits: Joe Giron, WPT World Poker Tour

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