Jonathan Little riassume alcuni episodi di cheating che stanno facendo discutere il mondo del poker. Sono coinvolti noti come Patrick Leonard, Mike Holtz ed Eric Zheng, che hanno dato risonanza alla cosa, e la costante sembra essere l’indifferenza da parte dello staff del casinò.
Sono episodi particolari, un insieme di tante “piccolezze” più che un singolo evento plateale. Apparentemente, molto è stato gestito in maniera pessima dalla casa da gioco, tanto da portare a sospettare della collaborazione del dealer nella vicenda.
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Altre lingue e carte mostrate
Iniziamo con un’esperienza di Mike Holtz al Resorts World. Al suo tavolo c’erano due giocatori che parlavano spagnolo, seduti ai seat 2 e 9. Mike ha notato che, quando c’era un’apertura di seat 9, il giocatore al posto 2 foldava con un movimento della mano tale da permettere al 9 di vedere una carta.
Sapere che una carta non è in gioco è molto rilevante. Se vedo un K♠ e il flop è A♠7♠6♠, so che l’avversario non può avere colore al K o draw di colore al K, che rende il suo range molto più debole.Â
Inoltre, se parlano una lingua diversa dall’inglese in un tavolo dove l’inglese è l’unica lingua accettata, stanno semplicemente infrangendo le regole. E chi infrange le regole deve essere punito.
Non rispettare le regole è cheating.
Spionaggio dal rail
Uno dei due player viene eliminato. Mike viene spostato in un altro tavolo, dove c’è un terzo amico di lingua spagnola. Il giocatore eliminato va a fare lo spettatore, parlando in spagnolo e mettendosi in una posizione dove potrebbe vedere le carte di qualche avversario.
Holtz cercava sostegno dal floorman, e lo spettatore si è messo a fissare Mike con un sorrisino alla “A loro non frega niente, non ci puoi fare nulla”. Lì Holtz si è messo letteralmente a urlare, lo spettatore è fuggito, e il floor ha domandato “Cosa ci posso fare? Vorresti che lo insegua?”Â
Non è ok che un amico al rail possa vedere le carte degli avversari. È palese cheating, e per un palese cheating dovresti essere bannato. Non esiste seconda chance, nel 2025 dovresti saperlo.Â
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Gli insulti dal dealer
Appena Holtz ha parlato di cheating, la prima volta, il dealer al tavolo ha cominciato a chiamarlo “frignone”, e “Amico, ti stai scaldando troppo”.Â
Se un dealer chiama “frignone” un giocatore, e gli dice di sopportare che gli altri parlino altre lingue, condividano le carte, e forse spiando le mani… quel dealer deve essere licenziato prima ancora di far partire il business del casinò! 100% inaccettabile.Â
Il dealer potrebbe addirittura c’entrare qualcosa, o essere così inesperto da non sapere come dovrebbe comportarsi.Â
Il dealer che mostra le carte
Secondo Holtz, il dealer avrebbe distribuito le mani in un modo che permettesse ai giocatori di vederle a mezz’aria. C’era un giocatore con gli occhiali da sole stravaccato sulla sedia in modo da avere l’angolo migliore.
Mike ha cominciato a dichiarare le carte che vedeva: “Figura nera, regina rossa… ma che sta succedendo?”. Il dealer non reagisce, fino al quinto giro in cui dice a Mike: “Stai dicendo che vedi le carte? Dovresti dire qualcosa!”. A quel punto, sostiene, Holtz stava urlando già da cinque minuti.
Mike chiama il floor, spiega la situazione, e il floor risponde che lui non le vede. Holtz dimostra la cosa, chiamando un 3 nero di UTG, il dealer (o forse UTG, non è chiaro) si arrabbia e urla “Chi avrebbe il 3 nero?” e UTG gira lentamente un 3♠.
A volte capita. Quando succede lo segnalo al dealer, e di solito questi correggono il tiro. Non è un gran problema.Â
Vedere le carte a mezz’aria non va bene, piuttosto si potrebbe fare come in Europa dove le fanno scivolare sul panno senza lanciarle per aria.Â
Il floorman, dopo aver ricevuto la dimostrazione, deve correggere il problema. E se alcuni giocatori sono seduti “bassi” per vedere meglio, non va bene. Devono stare seduti normalmente.Â
Chipdumping evidente
Cambiamo location. Al Venetian si verifica un caso raccontato da Eric Zheng su X. In breve, in bolla del FT con un payjump di $3.000. Un pro spagnolo pusha 2,5bb in BVB, l’altro pro spagnolo da BB folda e lancia le carte nel muck.
Patrick Leonard ha chiamato il floor dicendo che erano amici che stavano facendo chipdumping, ovvero si sono accordati per passarsi le chips. Il floor era nuovo e se l’è sbrigata con un “Beh, non posso farlo chiamare” e si è allontanato senza approfondire.
Zheng dall’altro tavolo con solo 5bb ha richiesto a un altro floor di indagare, e di fermare lo shot clock per andare a fondo a questa storia, prima di – potenzialmente – bustare 10°. Il floor ha continuato a dire “Devi giocare la tua mano” ignorando tutti quelli che protestavano.Â
Leonard ha aggiunto che il floor gli ha risposto “E se avesse avuto 72o? Se non mostra le carte non possiamo fare nulla”
Su questo punto, Little si dilunga in particolare. Per riassumere, sostiene che sia un territorio complicato, capire se qualcuno dovrebbe chiamare basandosi sulla pura matematica. Ci sono spot dove un chipleader può avere interesse a mantenere la fase bolla e quindi non eliminare nessuno. Ma se fosse stato un all in da 1,1bb e il BB fosse stato medium stack? E se un chipleader rilancia 3bb, può foldare a un all in da 3,1bb?
È difficile chiarire univocamente cosa si dovrebbe fare qui.
Il video integrale di Jonathan Little
Per ringraziare Little di aver unito tutti i puntini, alleghiamo il video completo. Se hai una buona conoscenza dell’inglese, e 15 minuti di tempo, puoi approfondire qui:






