Oggi parliamo di bluff. In particolare di alcuni errori comuni sui bluff da cui non sono al riparo nemmeno i pokeristi più navigati.
Questi scivoloni possono influire pesantemente sul win-rate e trasformare buone opportunità in profitti mancati.
Ecco la lezione di coach Alex ‘assassinato’ Fitzgerald sulle colonne di Card Player.
“C’è un solo modo per vincere adesso”
La frase si sente ripetere spesso al tavolo verde ed è un buon viatico per salutare tutto lo stack.
Fitzgerald prende a esempio una mano in cui hero ha piazzato una bella overbet al turn ricevendo il call avversario.
 Sai che il tuo avversario al turn ha diverse coppie mediocri e carte alte, ma chiama per vedere il river solamente con le migliori top pair, two pair e punti migliori. Per questo andare all-in al river sarebbe bruttissimo.
Ciononostante, Fitzgerald vede tanti farlo.
Se shovi su un river come quello, forse il 5% delle volte riceverai un crying fold. Ma quello che succederà la maggior parte delle volte e che incrementerai le tue perdite. Hai fatto il tuo lavoro al turn. Lì aveva tante mani che avrebbero foldato sulla tua bet. Non peggiorare le cose shovando al river.
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Puntare contro un range cappato quando ci sono progetti mancati
Per spiegare questo punto Fitzgerald fa l’esempio di uno spot in cui da hijack apre un giocatore che ha aperto a rotta di collo per tutta la giornata al tavolo. Hero tribetta da bottone J♣7♣ per il call di original raiser.
Su flop 8♠5♠4♣ check, hero cbetta, oppo chiama.
Sul Q♣ turn, dopo il check avversario, hero betta 75% pot ricevendo di nuovo il suo call.
River 2♥ e hero deve decidere cosa fare dopo il terzo check avversario.
Questo è un bluff più facile da fare in un torneo da 10.000$ di buy-in che non in un torneo da 50$. Sì, blockeri il nuts… Se sei il tipo di giocatore che tribetterebbe con 7-6s. Ma sul board ci sono tanti progetti missati, e l’avversario li vede.
Fitzgerald consiglia di esaminare bene la situazione prima di decidere il da farsi.
Se è un torneo dal buy-in alto puoi seriamente prendere in considerazione il bluff. Il tuo avversario avrebbe probabilmente fourbettato preflop con una overpair. E avrebbe check-raisato al flop o al turn con una scala o con un set. E’ molto possibile che l’avversario abbia una coppia.
Se invece stai giocando un torneo da 300$ di buy-in la maggior parte degli avversari direbbe ‘chi se ne frega?’ e chiamerebbe al river visto che ci sono tutti quei progetti mancati sul board[…]
Se invece stai giocando il Main Event, dove non c’è la possibilità di fare re-entry e perdere uno stack costa una cifra a quattro zeri, allora puoi piazzare una giocata che può mettere pressione. Ma devi scegliere l’ambiente con attenzione.
Puntare le undercards
Fitzgerald riprende l’esempio precedente focalizzandosi sul river, che a percezione dell’avversario è una carta buona per lui.
Per questo motivo chiamerà più spesso, anche se hero punta grande. Il che non è buono in ottica bluff.
Sarebbe stato meglio se quel river fosse stato un Re non a colore, perché avrebbe fatto sentire a disagio le coppie mediocri. Inoltre nel nostro range ci sono diversi Re con cui potremmo bettare.
Puntare quando si paira il board
Nello stesso esempio, se il board si fosse pairato al turn, non sarebbe stato positivo per hero.
Il nostro avversario dà per scontato che se rilanciamo preflop abbiamo carte alte la maggior parte delle volte. Se chiama al flop, crede di avere la maggior parte delle carte del board, specialmente se ha una coppia di qualche tipo.
Significa che quando il board si paira al turn, si sentono buoni. Hanno già chiuso trips, o pensano che sia improbabile che hero abbia chiuso trips. Ambedue le situazioni sono buone per lui. Il che lo porta a chiamare più spesso.
Non bluffare overcards o coi blocker
Le overcards di solito hittano meglio il range del giocatore che ha rilanciato. Secondo Fitzgerald, se non vogliamo bluffare queste carte alte ci dobbiamo chiedere cosa stiamo facendo.
Il coach statunitense fa un esempio in cui hero ha A♠J♣ su 8♠5♠4♣ e ha tribettato preflop e cbettato al flop ricevendo i call dell’avversario.
Al turn scende Q♠ e hero deve parlare dopo il check di oppo.
Questa è una buona situazione. Se puntiamo ancora e riceviamo un call, è improbabile che l’avversario abbia un colore. Ci sono buone possibilità che giochi colore in check-raise per proteggersi dalla quarta carte dello stesso colore che potrebbe arrivare al river, se ha un colore basso.
Siccome blockeriamo il colore nuts e colori più bassi sono improbabili, possiamo andare avanti con una solida triple-barrel. Per l’avversario sarebbe molto difficile chiamare.
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Conclusioni
In chiusura del suo contributo, Fitzgerald sottolinea l’importanza delle skill sui bluff:
“Bluffare non è una questione di coraggio ma di timing, consapevolezza dei range e delle interazioni coi board. Evitando questi cinque errori trasformerai il bluff in una arma precisa e profittevole.






