Cosa devi sapere per giocare tornei PKO

Apr 21, 2023

tornei pko teoria e tecniche

Sei un giocatore di MTT? Al giorno d’oggi se grindi online è obbligatorio sapere tutto il possibile su come giocare i tornei PKO!

La formula Progressive Knock-Out è spopolata ovunque, e se pensavi che bastasse giocare come qualsiasi altro torneo… ti sbagliavi di grosso!

In questo articolo non scenderemo troppo nei dettagli matematici e teorici (ottimi per lo studio ma spesso inconsiderabili in game), tuttavia vedremo insieme alcune cose da considerare ad ogni mano giocata.

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Quanto vale il tuo stack?

Sappiamo che il modello montepremi/chips non è rappresentativo della realtà, e che l’ICM è difficile da calcolare e utile principalmente ai tavoli finali.

Entrambi però si basano sul montepremi del torneo, che nei tornei PKO è dimezzato. Di conseguenza il valore economico del nostro stack si dimezza… e dove va a finire il resto?

Ovviamente in bounty, e per calcolare correttamente l’EV delle nostre giocate dobbiamo avere coscienza del valore di questi in termini di chips sia per noi che per i nostri avversari.

Il bounty all’inizio del torneo vale poco più di metà dello stack di partenza: il motivo è che 50% di esso verrà ceduto se veniamo eliminati, e il “poco più” rappresenta la possibilità di arrivare primi e incassarlo. Nei tornei con field ampio, questa piccola differenza non ha praticamente valore fino alle fasi finali.

Ci sono dei calcoli molto complessi e precisi per ottenere l’esatto valore in chips della taglia di un avversario (ai fini del calcolo dell’EV di una mossa), ma generalmente si consiglia di utilizzare modelli più semplici.

Bounty factor

Il Bounty Factor è un modello semplificato utile per capire come si devono modificare i range a seconda del valore della taglia di chi ci sta davanti.

Pensato e scritto da Dara O’Kearney e Barry Carter nel libro tradotto da Giada Fang, il bounty factor è il rapporto tra taglie e stack, fissato che taglia iniziale e stack iniziale abbiano un rapporto di 1.

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Per esempio, se un giocatore nelle prime due mani vince un all in ed elimina un avversario, e poi perde un all in e torna allo stack di partenza, il suo bounty factor diventerà 2. Quello dell’avversario che ha vinto l’ultimo all in, invece, diventerà ½.

Senza dilungarsi troppo, più è alto il bounty factor, più potremo allargare il range con cui cercare di finire ai resti contro l’avversario in questione.

Questo è abbastanza intuitivo considerando gli estremi: se un giocatore ha 1bb ma tutte le taglie del torneo, dovremo provare a eliminarlo con 7-2o. Se un giocatore ha tutte le chips del torneo ma solo la taglia iniziale… chi ce lo fa fare?

Come cambia il nostro stack

A volte non è sufficiente calcolare il mero guadagno di una giocata. Immaginiamo di aver 3-bettato un giocatore che è poi andato all in, e abbiamo calcolato che il nostro call sarebbe leggermente negativo.

Ci rendiamo conto, però, che foldando diventeremmo gli short del tavolo e non avremmo quindi possibilità di vincere taglie a nessuno (e tutti proverebbero a vincere la nostra).

Inoltre, se chiamiamo e vinciamo, avremo uno stack superiore ai due giocatori alla nostra destra: altre taglie nel nostro mirino, e giocando in posizione.

Eh sì, non tutto è semplice matematica…

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