Sembrerà strano, ma è davvero difficile capire chi è più o meno forte nel poker. I fattori sono così tanti e le valutazioni così complicate, che oltre a una certa soglia è davvero difficile dare una risposta. Anche Enrico Camosci, nell’intervista che ci ha rilasciato, ci ha detto che è impossibile fare un ranking.
Fedor Holz si accoda a questo pensiero. L’ex professionista tedesco ritiene che gli altri non siano capaci di stimare le nostre qualità , e di conseguenza inseguire la loro approvazione risulti in un errore.
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No al parere altrui
Un concetto davvero importante, e credo sia la dinamica principale che si nota nei giocatori più giovani e meno esperti, è che tutta la loro idea di “quanto valgono” si basa sulla riprova sociale.
Non si fonda tanto sulla competenza effettiva, ma piuttosto sulla domanda: “Gli altri pensano che io sia bravo?”. E in che modo gli altri valutano se sei bravo? Dato che la maggior parte delle persone non ne ha la minima idea, pensano semplicemente che tu sia forte se vinci.
Di conseguenza, questi giocatori sono totalmente concentrati sulla vittoria: se perdi sei scarso, se vinci sei forte.
Ormai dovrebbe essere cosa nota che le vincite non sono un indicatore di bravura. Tendenzialmente chi è più bravo vince di più, ma ci sono davvero moltissimi fattori da considerare.
Per esempio, siamo sicuri che la maggior parte dei reg italiani sia più forte di Dan Bilzerian, ma probabilmente il re di Instagram ha vinto molto di più…
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Vincere non ti rende più forte
Holz conferma la cosa continuando:
Ma in realtà le cose non stanno affatto così. Mettiamo caso che tu giochi da due mesi e vinci $100.000 in un torneo da $200: questo ti rende un giocatore migliore esattamente dello 0%.
Il giorno dopo sei lo stesso identico giocatore che eri il giorno prima. Avere dei risultati non ti rende automaticamente più competente.
Certo, se qualcuno fa bene in modo costante per un lungo periodo di tempo — ad esempio mantenendo un certo win rate e ottenendo risultati continui — allora riceve un feedback reale sul proprio livello.
Ma ci sono persone che hanno vinto $500.000 e non sono affatto dei grandi giocatori di poker. Non è una tragedia, ma è fondamentale essere molto realistici su quale sia il proprio reale valore in tutto questo.
Aumenta le competenze
Quindi, in definitiva, chi può valutare le nostre skill? In teoria giocatori più bravi di noi, ma proprio per la stessa motivazione, avremo difficoltà ad assicurarci che essi lo siano effettivamente.
Allora dovremmo essere noi stessi a giudicarci, ma chi “sa di non sapere” può trovarsi senza punti di riferimento…
La risposta, secondo Holz, è cambiare prospettiva:
Perciò, credo che la chiave sia concentrarsi sul migliorare le proprie competenze.
Se l’approccio è: “Voglio diventare un giocatore più competente nel tempo, senza la fretta di dover ottenere tutto subito in un anno o due, osservando quello che fanno i giocatori di successo e cercando di imparare da loro”, allora sei sulla strada giusta.
La cosa davvero fantastica del poker, ed è quello che ripeto sempre ai miei studenti, è che la concorrenza è pigra.
Puoi tranquillamente arrivare a guadagnare 200.000 o 300.000 all’anno semplicemente essendo disciplinato, lavorando sodo e mantenendo la costanza.
Incrementando la nostra competenza, arriveremo più vicini a una valutazione accurata. E soprattutto, cresceranno anche le nostre skill. Tanto, vincere – pare – non è così difficile se segui i tre punti chiave di Fedor Holz!






